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Draghi: «Il mio destino personale non conta nulla»

Il premier, nella conferenza stampa di fine anno ha risposto in maniera molto chiara sul suo futuro, diviso tra Palazzo Chigi ed il Quirinale. Spiegando che al di sopra di tutto ci sia il Parlamento e l'appoggio dei partiti della sua maggioranza

Non sono mancate le notizie nella consueta Conferenza Stampa di fine anno del Presidente del Consiglio, Mario Draghi. Una conferenza tanto attesa per le diverse tematiche sul tavolo della politica, primo tra tutti il suo futuro (personale e politico).

Corsa al Quirinale

Inutile dire che la prima domanda dei giornalisti presenti riguardava il proseguio del suo lavoro a Palazzo Chigi e quindi il suo possibile inserimento nella lista dei papabili per il Quirinale. Draghi ha ricordato che è il «Parlamento a decidere la durata e la vita di un Governo, non del Presidente della Repubblica. I risultati fin qui raggiunti sono dovuti proprio alla forza della maggioranza ed al sostegno di essa».

«Questo Governo ha fatto molto di quello per cui era stato chiamato. Noi abbiamo speso tutto noi stessi con il fondamentale sostegno di tutte le forze politiche. I miei destini personali non contano assolutamente niente. Sono un nonno al servizio delle istituzioni. Non ho particolari aspirazioni in un verso o nell'altro».

«Il presidente della Repubblica non è un notaio, non ha alcun ruolo dal punto di vista del potere esecutivo. Mattarella è stato il miglior esempio di tutto questo. Ha garantito l'unità nazionale da cui è nata una maggioranza molto ampia che ha fatto tutto questo».

«Mattarella ha svolto il suo compito con dolcezza. Ha vissuto nel suo mandato periodi difficilissimi ma ha scelto con saggezza. Ecco, si può dire che Mattarella è il modello cui guardare per la scelta del successore».

«Sarebbe strano che la maggioranza si spaccasse sulla scelta del Presidente della repubblica per poi ricompattarsi sul sostegno al Governo».

Economia e Manovra

«Il Governo è pronto a sostenere l'economia anche in caso di rallentamento. Non si sono al momento nuove proiezioni legate alla variante Omicron. È normale però chiedersi se questo avrà in futuro un impatto. Da noi al momento non sembra. In Germania invece si».

«Il segreto del lavoro di questo governo, di tutti i ministri, è stato quello di lavorare solo e sempre sul presente, senza mai porsi questioni legate al futuro, personale intendo».

«C'è stato molto affanno nella fase terminale sulla discussione e approvazione della Manovra. È successo tantissime volte negli anni passati. Questa manovra è stata accompagnata da un lungo percorso e discussione politica, andata avanti per settimane con l'obiettivo di raggiungere un accordo sui famosi 8 mld. Ma dopo questo confronto su questa parte c'è stato un secondo confronto, poi un terzo, nel CdM. Il periodo di dialogo non è stato limitato alla fase iniziale con confronti con tutti i capigruppo delle forze parlamentari. Da questo è nato l'emendamento del Governo. Poi, effettivamente, c'è stato molto affanno dovuto alle scadenze che il Pnrr ha imposto all'azione di Governo per dicembre. Sul Superbonus riteniamo sia una norma che ha creato benefici ma anche distorsioni. Il Parlamento ha deciso per l'estensione del Superbonus che il Governo non voleva e che ha creato, ad esempio, aumenti spropositato nel costo delle materie prime, soprattutto legate all'efficientamento energetico; poi ha incentivato moltissime frodi. C'erano quindi motivi molti validi per la nostra contrarietà”.

«Per quanto riguarda la riforma del fisco e l'Irpef le categorie che saranno maggiormente sostenute saranno pensionati e redditi medio bassi. I benefici si concentrano su lavoratori con 15mila euro di reddito. Se poi consideriamo gli effetti dell'assegno unico per i figli, anche questo rivolto a famiglie con basso reddito ecco che questi avranno in incremento di circa 2700 euro del loro reddito».

Pnrr

«Abbiamo raggiunto tutti e 51 gli obiettivi previsti e concordati con la Commissione per il Pnrr entro la fine dell'anno per poter avere la nuova tranche dei fondi previsti. L'Italia si muove con determinazione e forza. Bisogna essere soddisfatti di quanto fatto e non temere che lo stesso non possa accadere in futuro».

«Il merito dei risultati raggiunti sia degli italiani, non miei. La soddisfazione per i complimenti esteri vanno divisi a tutti. Di sicuro l'aumento della credibilità del Paese raggiunta in questo periodo è un moltiplicatore delle capacità di successo, soprattutto con il Pnrr, ma porta anche tanta responsabilità dato che dobbiamo dimostrare che la fiducia risposta verso l'Italia con tutti i soldi che i paesi esteri hanno messo a nostra disposizione».

Norme anti-Covid

«Dobbiamo difendere la normalità raggiunta. Niente chiusure, scuola in presenza, socialità soddisfacente. Per farlo vanno prese tutte le precauzioni possibili. Di questo discuteremo domani nella cabina di regia. Cercheremo di capire cosa fare per rallentare i contagi, ad esempio come l'uso delle mascherine all'aperto. L'uso di mascherine, in particolare in certi ambienti, delle Ffp2; possibile inserimento del tampone come precauzione, soprattutto per chi non ha ancora fatto la terza dose. Voglio però aggiungere che ogni decisione è guidata dai dati, non dalla politica».

«Non ci sarà un prolungamento delle vacanze invernali degli studenti. Sono consapevole delle fatiche dei giovani e dei danni subiti dalle restrizioni dovute al Covid. Facciamo e faremo di tutto per evitare che tutto questo si ripeta, soprattutto nella scuola. Serve uno screening sulle scuole, servono test continui e poi la vaccinazione, di tutti, anche dei bambini»

Green Pass

«Non ci sono stati errori di comunicazione sul Green Pass. Tutto si basava sulle conoscenze di allora. Abbiamo scoperto dopo che la forza dei vaccini calava in maniera più rapida del previsto; la comunicazione è stata appropriata».

Tim

«Ho subito detto che ci sono tre cose da tutelare nel futuro di Telecom: occupazione, la rete e la tecnologia, con realtà di prim'ordine. Ora dobbiamo vedere cosa sta succedendo ma la configurazione societaria che si creerà attraverso l'attività degli azionisti e del governo dovrà salvaguardare questi obiettivi. Oggi non possiamo sapere cosa fare. Ci sono azioni, offerte, movimenti. Il punto fermo è e sarà la salvaguardia di questi tre obiettivi».

Patto di Stabilità

«Le mie perplessità che per quelle che erano le norme passate sono note. Oggi il quadro è notevolmente cambiato. La nostra visione critica ritrova un consenso quasi generale. Tutto quello che facciamo è discutere e probabilmente durerà per tutto il 2022. Le regole fiscali servono ma occorre che siano norme ragionevoli e non dannose come quelle che avevamo prima. Speriamo di arrivare ad un accordo prima della fine del 2022».

Caro bollette e Gas

«La situazione è diventata urgente, richiede azioni rapide senza aspettare il prossimo consiglio europeo di marzo 2022. Le divisioni dell'ultimo consiglio non riguardavano lo stoccaggio comune ma l'accettazione da parte di alcuni paesi dell'est europei del sistema ETS. Ma sul fatto di dover dare una risposta rapida non ci sono disaccordi. La commissione sta lavorando da parte sua ma noi dobbiamo farlo a livello nazionale e si potrà fare più di quanto deciso. Bisogna però considerare che i grandi venditori di energia stanno facendo profitti fantastici. Ormai l'energia anche quella sostenibile che ha costi molto bassi viene venduta al prezzo del gas. Bisogna che questi paesi aiutino il resto dell'economia, le imprese e le famiglie»

Conferenza stampa di fine anno del Presidente Draghi www.youtube.com

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