ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Politica

Di Maio affonda sulla Gregoretti

Il leader del Movimento 5 Stelle cambia idea: per la Diciotti un pensiero, per la Gregoretti l'opposto. Il tutto per far fuori un avversario politico

Ci mancava anche il Papa. Siccome sui migranti la confusione non era sufficiente, tra giravolte in Parlamento e iniziative giudiziarie fuori tempo massimo, il Pontefice ha pensato bene di aggiungere anche la sua voce. «Inutile chiudere i porti», ha detto accogliendo un gruppo di profughi in arrivo da Lesbo.

Che le sue parole siano arrivate il giorno dopo la richiesta del Tribunale dei ministri di processare Matteo Salvini per aver bloccato una nave carica di extracomunitari (la Gregoretti) è naturalmente un dettaglio, anzi una fortuita coincidenza, ma diciamo che l'intervento sembra dare la benedizione al procedimento della magistratura, dettando la linea alla maggioranza di governo. La quale è curiosamente sostenuta da un partito che si chiama 5 stelle e che l'altroieri, tramite il suo capo politico, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, si è affrettato a far sapere che dirà sì alla richiesta del Tribunale, dunque consegnando l'ex alleato di governo Matteo Salvini ai giudici.

Che lo stesso Di Maio pochi mesi fa avesse annunciato il No grillino per un'identica richiesta avanzata dalla magistratura è naturalmente, come per le parole del Papa, un dettaglio. Se uno sta al governo è naturale che vieti ai pm di perseguire un alleato che siede accanto a lui nel consiglio dei ministri. Se invece sta al governo con altri compagni di viaggio è pure naturale che autorizzi i pubblici ministeri a perseguire in sede penale l'ex alleato, che ora incidentalmente è il capo dell'opposizione oltre che il leader del partito italiano a cui è attribuito il maggior numero di consensi.

leggi il resto dell'editoriale di Maurizio Belpietro a pagamento su laverita.info

Ti potrebbe piacere anche

I più letti