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(Ansa)
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Politica

Il decreto dei misteri, bloccato sulle sanzioni

Il documento approvato ieri dal consiglio dei ministri non è stato ancora completato e firmato; sulle sanzioni infatti ci sono ancora cose da sistemare

24 ore fa il Consiglio dei mInistri approvava all’unanimità (hanno tenuto a ribadirlo per farci credere che l’armonia regnasse sovrana nella maggioranza) il Decreto contro il boom dei contagi causati dalla variante Omicron. Un decreto che contiene al suo interno novità sostanziali, prima tra tutte l’obbligo vaccinale per gli over 50 (compresi). Poi novità sulla scuola, sul Green Pass Rafforzato, su quello base. In pratica, la vita di molti italiani cambierà in maniera radicale. Da subito.

Peccato che, 24 ore dopo l’annuncio, le polemiche, le analisi, il Decreto sia di fatto introvabile. Se cercate sul sito della Gazzetta Ufficiale l’ultimo atto riguardante il Covid risale al 30 dicembre. Sul sito del governo esiste un ottimo riassunto delle decisioni prese, cui mancano però non dettagli, ma punti importanti, fondamentali come, ad esempio i particolari sulle sanzioni e sui controlli (necessari quando inserisci un obbligo).

Strano, molto strano, anche perché ieri, poco prima dell’inizio del CdM circolava su tutti i siti, in tutte le redazioni, su tutti i social un documento, la «bozza» del decreto da approvare. Carta straccia in realtà dato lo stop della Lega su diversi punti che ha costretto persino Draghi alla mediazione, ed al cambiamento.

Peccato però che da quel momento lo stesso documento corretto, riscritto e poi «approvato all’unanimità» sia rimasto segreto, tenuto in qualche cassetto, gelosamente. Certo, alcuni giornali riportano qualche particolare in più ma nessuno è in grado di fornire e farci leggere l’originale, il definitivo.

L’unico documento aggiuntivo comparso oggi è la famosa circolare del Ministero del Lavoro sullo smart working, presentato come chissà quale rivoluzione ma che in realtà contiene semplicemente degli inviti ad utilizzare il lavoro da remoto nella maniera più ampia possibile, sia nel pubblico che nel privato.

Eppure da 24 ore si discute, si parla, si sentono costituzionalisti (alcuni dubbiosi ed ansiosi di leggere il «nero su bianco»), medici, persone comuni. Tutti a dire la loro su una cosa che, alla fine, non conosciamo, non conosce nessuno fino in fondo.

Tutto questo è giusto? O, quantomeno, è normale che il documento sia ancora latitante?

Draghi, ha fatto tanto e bene, in questi mesi, ma per onestà intellettuale bisogna chiedersi come sarebbe stata commentata la cosa dalla stampa, dagli opinionisti se a Palazzo Chigi ci fosse stato ancora Giuseppe Conte (di cui nessuno ha nostalgia, e ci mancherebbe altro).

L’Italia sta vivendo nel caos questi giorni: caos negli ospedali, nelle farmacie, nei drive through per i tamponi, nelle attese delle documentazioni delle Ats, nel mondo del commercio e del lavoro e, da lunedì, anche nella scuola. Servirebbe chiarezza che purtroppo è chiusa in chissà quale cassetto.

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