Beppe Grillo: cosa farà da grande

Voleva tornare a fare il comico censore dei partiti. Ma deve continuare a fare il garante dei grillini, i "politici-bambini"

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Beppe Grillo a Palermo - 3 novembre 2017 – Credits: ANSA/IGOR PETYX

Carlo Puca

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Sì, effettivamente ci sono stati giorni, settimane, forse mesi, durante i quali Beppe Grillo ha pensato, e sul serio, di compiere un passo di lato. Il comico era convinto che i pentastellati più rappresentativi - anzitutto Luigi Di Maio e Davide Casaleggio -  potessero ormai camminare sulle loro gambe, senza che lui fosse costretto a stare in prima persona su piazza (anche mediatica) per placare litigi tra persone, dirimere conflitti tra correnti, rassicurare il popolo-elettore.

Ma il comico genovese ha dovuto scoprire, e talvolta sopportare, l’immaturità della classe dirigente pentastellata, ferma all’età dei bambini politici e incapace di sviluppare nell’età adulta.

Il tentativo fallito

Allo stato delle cose, infatti, i 5 Stelle continuano a essere come quei ragazzini a cavallo tra la fanciullezza e la giovinezza, quando non si è più bambini ma nemmeno adolescenti, figurarsi uomini. Beppe ha sperato che non fosse così, che l’esperienza di una legislatura in parlamento avesse forgiato persone e caratteri e che potesse essere finalmente il tempo dell’emancipazione da lui, inventore, capo e mentore del movimento.

Grillo aveva pure lavorato in questo senso, pianificando la diversificazione della comunicazione on line, riservando al suo blog personale (beppegrillo.it) la funzione spettacolare e alle piattaforme Rousseau e blogdellestelle.it, gestite da Davide Casaleggio, l’esercizio propriamente politico.

Tuttavia il comico è giunto alla conclusione che è ancora presto per farsi da parte: deve salvare la sua creatura da una mutazione che sta minando l’originario impianto ideale e culturale (elettorale si vedrà il 4 marzo) del movimento.

Il ruolo di garante, che non finisce qui

Privati dell’apporto diretto di Grillo, ai 5 Stelle sembra essere venuta meno anzitutto la coerenza. Lo si nota soprattutto per gli straordinari poteri concessi a Di Maio (impensabili per le consuetudini grilline fino a pochi mesi fa) e le nuove regole sulle candidature al parlamento: sono ammessi indagati, non iscritti e volti noti, tutte categorie storicamente "nemiche" del movimento.

E dunque a Grillo ora tocca tornare prepotentemente in campo. Di più: ha intenzione di utilizzare il titolo di "garante dei 5 Stelle" non soltanto, e non più, quale titolo onorifico ma per incidere nuovamente e materialmente sulla carne viva del movimento.

Perciò i suoi progetti a medio termine dovranno attendere, compreso il ritorno al suo amore più autentico: lo spettacolo. Da grande (i suoi anni d’età, a luglio, saranno 70) Beppe voleva infatti fare ciò che ha sempre fatto prima di buttarsi nell’agone politico: il comico censore dei partiti. Lo hanno fermato i suoi figli politici. Inconsapevolmente. 

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