Home » Attualità » Sport » Milan, che caos: Krösche e Hardung restano in Germania (e la ricerca di Cardinale riparte daccapo)

Milan, che caos: Krösche e Hardung restano in Germania (e la ricerca di Cardinale riparte daccapo)

Milan, che caos: Krösche e Hardung restano in Germania (e la ricerca di Cardinale riparte daccapo)
Markus Krösche (Getty Images)

RedBird deve ricominciare nella ricerca dei dirigenti da affiancare al nuovo allenatore Amorim. Saltata la trattativa con l’Eintracht Francoforte, ecco i rischi che Cardinale sta correndo.

Si complica la ricostruzione del Milan: Markus Krösche e Timmo Hardung non lasceranno l’Eintracht Francoforte per trasferirsi in Italia ed occupare i ruoli di direttore tecnico e sportivo del club rossonero. Fine della trattativa che per qualche giorno, dopo un lungo casting che aveva coinvolto soprattutto la figura di Ralf Rangnick, poi rimasto alla guida della nazionale austriaca fino al 2028, pareva aver dato due nomi e due volti ai dirigenti apicali dell’area sportiva rossonera. Gli uomini chiamati insieme a Ruben Amorim – per lui contratto triennale firmato e depositato – per ricostruire il club dalle macerie del fallimento dell’ultima stagione costata il posto all’ad Furlani, al dt Moncada, al ds Tare e al tecnico Allegri.

Trattativa saltata nonostante l’ottimismo degli ultimi giorni. Pareva fosse solo questione di tempo e di incastri, con un indennizzo da versare all’Eintracht Francoforte per liberare i due dirigenti sotto contratto. Non è stato così. Che sia stata una questione di denaro che Gerry Cardinale ha scelto di non investire o altro, la realtà è che Krösche e Hardung rimangono in Germania e il Milan deve ripartire da zero o quasi.

Milan, quasi un mese dal ribaltone e manca la società

Una situazione non facile perché i giorni passano e le settimane anche. Il 25 maggio scorso, giorno del repulisti per la mancata qualificazione alla prossima Champions League, Cardinale aveva annunciato che tutto si sarebbe concluso in sette o al massimo dieci giorni. Ne sono passati almeno 23 e l’unico tassello andato al suo posto è quello dell’allenatore, presentato dal patron di RedBird come una sua scelta personale, inseguito dopo essere stato tenuto sotto osservazione per diversi anni. Importante ma non decisivo.

Non sarà Amorim a mettere mano a un mercato in cui i rossoneri si presentano in enorme ritardo. Tutto è fermo, al di là delle rassicurazioni di facciata. Aver immaginato di consegnare la ricostruzione prima a un manager impegnato nel Mondiale come Rangnick e poi a due dirigenti sotto contratto non ha facilitato la soluzione del rebus. Anzi. Una leggerezza o un rischio calcolato, come sarà andata si potrà giudicare solo a bocce ferme mentre adesso rimane la sensazione di una proprietà in difficoltà nel far partire il nuovo progetto.

Milan, tutti i casi aperti di un mercato ancora fermo

Krösche, considerato uno dei dirigenti più bravi nello scovare talenti, valorizzarli e generare plusvalenze, si sarebbe portato dietro Hardung. Le caselle vuote nell’organigramma rossonero rimangono, dunque, due e cade anche la narrazione secondo cui la scelta di Amorim fosse stata presa da Cardinale ma avallata dal futuro capo dell’area tecnica. Un ruolo che il Milan deve coprire in fretta perché il mercato è già entrato nel vivo e nella rosa che è stata di Max Allegri ci sono diversi nodi da sciogliere.

Da Leao che ha chiesto apertamente la cessione e considera concluso il suo percorso milanista alle perplessità di Maignan, nonostante il recente contratto rinnovato, passando per l’addio di Modric e il mal di pancia di Rabiot: a Casa Milan c’è una discreta fila di procuratori che ha bisogno di trovare risposte e, al momento, manca il riferimento diretto che abbia non solo la delega formale ma anche e soprattutto il compito di dare una nuova visione alla società.

Cardinale e la sfida alle regole dell’industria del calcio

Ogni giudizio definitivo andrà rimandato al momento dei bilanci, ma già oggi – nel mezzo di un mese di giugno trascorso tra casting e opzioni cadute – si può dire che il modo di operare di Cardinale espone il Milan a un grave rischio. In discussione non è solo la forma finale che il numero uno di RedBird vorrà dare alla sua creatura, dal momento che rivendica quella che si avvia come la sua prima, vera, stagione pur essendo la quinta.

Il calcio, però, è un business particolare che vive anche di regole non scritte riconosciute ovunque come valide. Ci sarà una ragione se nessun altro club in giro per il mondo vive una situazione di stallo operativo (sportivo) come quello del Milan e fa della tempistica, soprattutto a fine primavera o inizio estate, una questione centrale nella programmazione. Regole di buon senso oltre che di buona conduzione della propria azienda calcistica. Cardinale sta sfidando tutto e tutti, dovesse fallire il conto lo pagheranno anche milioni di tifosi oggi disorientati.

© Riproduzione Riservata