giochi paralimpici pechino 2022 russia bielorussia guerra
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Lo sport cancella la Russia (tranne le Paralimpiadi)

L'ipocrisia del Comitato Paralimpico che accoglie russi e bielorussi mentre tutte le federazioni fanno scattare l'esclusione dettata dal CIO

Tutti contro la Russia di Putin e la Bielorussia sua alleata. Tutti tranne il Comitato Paralimpico, cui non è bastata la raccomandazione del CIO di escludere atleti, squadre e ufficiali provenienti dai due paesi responsabili dell'invasione dell'Ucraina. No. Tutto come se niente fosse o quasi, con una decisione che mostra una certa ipocrisia di quel mondo che fin qui si è dimostrato compatto e che a torto è stato criticato mentre interveniva duramente anche a costo di mettere in discussione il proprio funzionamento, i calendari, gli accordi commerciali e gli sviluppi futuri.

A meno di un giorno dalla cerimonia inaugurale dei Giochi Paralimpici di Pechino 2022 l'IPC (International Paralympic Committee) ha confermato la partecipazione di russi e bielorussi. La forma è quella della partecipazione senza indicazione di nazione, inno, bandiera che lo stesso CIO venerdì scorso aveva indicato come soluzione, salvo poi alzare il livello della sanzione dopo l'inasprirsi del conflitto e davanti alla volontà di atleti di tutto il mondo di non confrontarsi con i colleghi provenienti da Mosca o Minsk.

Nel caso della Russia, addirittura, si tratta semplicemente di mantenere lo status quo visto che già la delegazione, così come nelle ultime Olimpiadi, sarebbe stata neutrale a causa dell'annosa vicenda della violazione delle norme doping. Nelle ore precedenti la scelta dell'IPC molti atleti si erano spesi perché il bando di Russia e Bielorussia si estendesse anche a quello che rappresenta l'appuntamento più importante e carico di simbologia dello sport in questo momento.

Le ragioni legali devono aver avuto la meglio. Una scelta in assoluta controtendenza dopo che l'indicazione del CIO (una raccomandazione non vincolante) era stata recepita rapidamente prima di tutte da FIFA e UEFA - paradossalmente le più criticate per il loro presunto immobilismo - e poi a seguire da quasi tutte le altre federazioni internazionali. All'appello ne mancano pochissime, non tutte con un atteggiamento lineare, ma complessivamente lo sport si è mobilitato per lanciare il suo segnale. Ora le Paralimpiadi, su cui si poseranno gli occhi di tutti dal 4 al 13 marzo 2022 e che quel passo deciso verso il no a Russia e Bielorussia non hanno avuto il coraggio di farlo.

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