Presidenza Obama: i 10 fatti più importanti del 2014
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Presidenza Obama: i 10 fatti più importanti del 2014
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Presidenza Obama: i 10 fatti più importanti del 2014

Dalla rivolta di Ferguson alla guerra contro l'Isis, dalle elezioni di Medio Termine alle cyberwars contro la Corea del Nord, l'anno del presidente

È stato un anno molto intenso per gli Stati Uniti, finito con una buona notizia: la ripresa dell'economia. Il dato sul Pil ha fatto dire a Barack Obama che questo è stato l'anno della svolta. Quel + 5% è il risultato migliore dal 2003. Ma, il 2014 è stato caratterizzato da molti altri fatti. Ancora una volta, L'America si è trovata alle prese con la questione razziale: la rivolta di Ferguson e i fatti di new York sono lì a testimoniarlo. E poi, sul fronte internazionale, a paura del ritorno del terrorismo, la guerra contro l'Isis, le forti tensioni con la Russia per la vicenda ucraina, le guerre cibernetiche con la Corea del Nord per il film The Interview. Ecco i maggiori avvenimenti dell'anno passato per gli Usa

Polizia e neri d'America

Negli Usa, il 2014 verrà ricordato soprattutto per questo. I due personaggi simbolo sono Michael Brown, il 18enne ucciso nello scorso agosto con una raffica di colpi di pistola a Ferguson in Missouri da un agente di polizia in mezzo a una strada ed Eric Garner, il venditore ambulante di New York morto soffocato mentre alcuni poliziotti cercavano di arrestarlo. Dopo l'uccisione di Brown, nel sobborgo di Saint Louis è scoppiata una vera e propria rivolta con devastazioni e saccheggi, mentre nel resto d'America si sono tenute decine di manifestazioni. Cortei e proteste che si sono ripetute quando il Grand Jury ha deciso di non procedere contro Darrel Wilson, l'agente che aveva sparato a Brown. Manifestazioni che si sono moltiplicate in dicembre quando anche gli agenti che avevano ucciso Eric Garner sono stati assolti. La New York progressista è scesa in piazza con cortei e sit in che sono andati avanti per diversi giorni. E'stato all'interno di queso clima che due poliziotti newyorchesi sono stati uccisi da uno squilibrato che voleva vendicare la morte di Garner. Le polemiche non sono ancora terminate, ma una cosa è certa: la questione razziale è tornata al centro del dibattito negli Usa e il movimento di opinione pubblica contro gli abusi della polizia che è nato dopo questi avvenimenti sembra essere destinato a crescere nei prossimi mesi

La guerra contro l'Isis

L'ostaggio statunitense Peter Edward Kassig nel video diffuso dall'Isis, il 03 ottobre 2014 ANSA

Il riluttante guerriero Obama alla fine ha dovuto cedere e ha dato inizio alla 'sua' guerra. Contro l'Isis non c'erano altre alternative. Dopo averla sottovalutata, la minaccia del Califfato era diventata troppo grande per rimanere fermi. In agosto, la Casa Bianca ha dato prima il via libera a blitz aerei in Iraq in aiuto dei peshmerga curdi e dei profughi yazidi, e poi, in settembre è stata costretta ad allargare il raggio degli attacchi anche sul territorio siriano, dove ci sono le roccaforti del Califfato. La guerra contro l'Isis sarà lunga, hanno detto le autorità statunitensi. Un conflitto che Obama lascerà in eredità al suo successore. E che ha già visto le prime vittime americane. Si tratta degli ostaggi brutalmente assassinati dai miliziani dell'Isis. I video delle decapitazioni di James Foley, di Steven Sotloff, di Peter Kassig, insieme a quelle dei due britannici Alan Henning e David Haines, hanno fatto il giro del mondo.

Le elezioni di medio termine

Il Campidoglio a Washington, DC, USA

JIM WATSON/AFP/Getty Images

Fino all'ultimo, fino alla vigilia, nessun sondaggio era riuscito a comprendere se i repubblicani avrebbero ottenuto la maggioranza anche al Senato. Alla fine, il responso delle urne è stato proprio quello: il Gop ha conquistato il Congresso nella tornata elettorale di Medio Termine. Aveva già la Camera dei Rappresentanti, ha vinto anche al Senato. Per Barack Obama una doccia gelata. Se il partito democratico ha perso la 'colpa' è stata del presidente. La sua popolarità era (ed è) ai minimi storici. L'opinione pubblica non gli ha perdonato le titubanze sull'Isis e l'altalenante andamento dell'economica. A farne le spese sono stati i parlamentari democratici. Ora, con un Congresso a maggioranza repubblicana, Obama è un'anatra zoppa, un presidente costretto a scendere a compromessi o a governare a colpi di ordini esecutivi per evitare il braccio di ferro con Capitol Hill. Comunque sia, il risultato delle elezioni di Medio Termine, significa poco in vista delle presidenziali del 2016. Hillary Clinton appare la favorita. Nel campo repubblicano, la lotta sarà aspra per essere scelto come colui che sfiderà l'ex segretario di stato
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Ebola

Lotta all'Ebola a Monrovia, Liberia Getty Images

La maggior parte degli americani si sono accorti di Ebola quando il virus è sbarcato negli Usa. Era la scorsa estate quando un uomo, Thomas Eric Duncan, appena rientrato dall'Africa, è morto nell'ospedale di Dallas. Dopo questo caso, ce ne sono stati altri, non mortali. Ma il fatto che il virus fosse stati trasmesso a coloro che erano venuti a contatto con il deceduto ha aperto un importante dibattito sull'efficacia del sistena sanitario americano. Polemiche che hanno investito Obama. Un paradosso. Il presidente è stato uno dei più solerti nel cercare di arginare l'epidemia che in Africa ha fatto migliaia di morti inviando mezzi e soldati in aiuto delle autorità locali. Questo suo attivismo non lo ha però salvato dalle critiche interne.

L'immigrazione

Washington. Bambine figlie di immigrati messicani negli Usa partecipano a una manifestazione in favore della riforma della legge sull'immigrazione (Credits: Drew Angerer/Getty Images)

Dopo un lungo tira e molla con il Congresso sulla riforma dell'Immigrazione, in novembre Barack Obama ha firmato un ordine esecutivo che di fatto ha regolarizzato la posizione di 5 milioni di clandestini. Con il provvedimento, il presidente ha detto basta alla deportazioni di migliaia di persone e ha concesso loro la possibilità di rimanere a vivere e lavorare negli Stati Uniti. La mossa di Obama non è piaciuta ai repubblicani che l'hanno accusato di comportarsi come un imperatore. Obama però l'aveva promesso. I motivi per cui l'ha fatto non sono solo ideali. Ai democratici fanno gola i milioni di voti dei nuovi possibili elettori e dei loro parenti che da tempo vivono negli Usa. La comunità più numerosa è quella dei latino americani. Da tempo chiedeva una sanatoria. Che alla fine è arrivata.

La nuova guerra fredda

Vladimir Putin e Barack Obama al summit APEC a Pechino GREG BAKER/AFP/Getty Images

Con lo scoppio della crisi ucraina è tornata la Guerra Fredda tra Washington e Mosca. Questo è stato un anno particolarmente difficile per i rapporti tra Russia e Usa che hanno toccato il punto più basso delle loro relazioni dopo il crollo del Muro di Berlino e la fine dell'Unione Sovietica. Le sanzioni americane nei confronti della Russia per l'annessione della Crimea e l'aiuto dato ai separatisti ucraini, alla fine, hanno fatto sentire il loro effetto sull'economia russa. All'orizzonte non si vede una schiarita. Putin parla di Obama come un nemico e Obama risponde a tono. Il presidente Usa ha in cantiere altre sanzioni che potrebbero entrare in vigore nel caso in cui la situazione in Ucraina si deteriorasse ulteriormente.

The Interview e la Corea del Nord

Seth Rogen e Evan Goldberg accanto al cartellone del loro film The Interview Getty Imagines / Robert Marquardt

Una vera e propria guerra è scoppiata per il film The Interview. La satira sul regime nordcoreano di Kim Jong-un non è piaciuta a Pyongyang che ha scatenato un cyber attacco contro la Sony, imponendogli così di ritirare la pellicola dalla programmazione nelle sale cinematografiche. E' intervenuto Obama che ha accusato la Corea del Nord per l'atto ostile e ha minacciato di inserirla di nuovo nell'elenco dei paesi terroristi. Il regime a sua volta ha reagito e ha minacciato di portare un attacco cibernetico alla Casa Bianca e al Pentagono. La prossima puntata di questa saga è la proiezione in 200 sale americane del film. La Sony ha deciso di non sottostare più al ricatto degli hackers e ha dato il via alla distribuzione della pellicola. E'probabile che Pyongyang faccia qualche cosa d'altro per impedirne la visione.

La marjuana legale

Seattle, Usa. Tre adolescenti fumano marjuana da una bottiglia, durante Il Seattle Hempfest, un evento pro-cannabis che ha attirato oltre 150 mila visitatori. Si tratta di un'iniziativa a sostegno della legge che prevede la vendita regolata di cannabis in alcuni negozi dello stato di Washington.

AP Photo/Gene Johnson

Il 2014 è stato anche l'anno del Colorado. Il primo gennaio di sono inaugurati i primi negozi in cui si è potuto vendere legalmente marijuana. Decine e decine di persone hanno fatto la fila per entrare ed essere i primi clienti. Molti sono arrivati anche dalle altre parti degli Usa. Dopo quasi un anno, l'esperimento ha visto luci e ombre. Lo stato è diventato una meta d'attrazione per migliaia di turisti della cannabis; le sue casse si sono riempite di milioni di dollari derivanti dalla tassazione delle vendite, ma in molti casi il disinvolto uso dell'erba legale ha coinvolto anche minorenni; un risultato che le autorità di Denver non volevano certo raggiungere. Dopo il Colorado, nello scorso luglio, anche lo stato di Washington ha dato il via alla vendita legale di cannabis. E'probabile che nei prossimi mesi altri stati seguiranno

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