Matrimoni gay, basterebbe essere pragmatici
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Matrimoni gay, basterebbe essere pragmatici
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Matrimoni gay, basterebbe essere pragmatici

Riconoscere a tutti il diritto alle unioni civili e, contemporaneamente, salvaguardare la famiglia, come unica titolare di garanzie e di incentivi specifici

Qui all’inferno da qualche giorno si fa festa, dopo i risultati del Referendum in Irlanda. E già fervono i lavori per allargare il girone dei sodomiti, in previsione di un massiccio arrivo di ospiti Irlandesi.

Come gli altri nostri clienti, dovranno correre per l’eternità sulla sabbia rovente, ma stiamo allestendo chioschi di birra Guinness lungo il percorso e – per farli sentire a casa loro - verranno bersagliati non con lingue di fuoco che cadono dal cielo ma con secchiate di Irish Stew bollente.

Ci è giunta però notizia che – per motivi diversi - si fa festa anche a Palazzo Chigi.
Lo ha già annunciato la radiosa Maria Elena Boschi, con uno di quei suoi sorrisi che, anche a noi demoni incalliti, fanno pensare che in fondo gli angeli non devono essere per niente male.

“Una legge sulle unioni civili – ha annunciato l’angelica Maria Elena - subito dopo le elezioni regionali. Il dibattito in Parlamento riprenderà subito dopo la pausa elettorale”.

Ecco fatto, il governo ha risolto un problema.

Per settimane, la disoccupazione, la crisi economica, il fatto che l’Europa sia in piena ripresa e l’Italia rimanga al palo, spariranno dei titoli dei giornali e dai dibattiti televisivi. Ci si dimenticherà la sentenza della Corte Costituzionale sui rimborsi ai pensionati, e nessuno farà caso al nuovo buco che si è aperto nei conti pubblici perché l’Europa ha bocciato la “Reverse Charge” sull’IVA (troppo complicato spiegare di cosa si tratta, ma la conseguenza pratica è semplicissima: aumenteranno le accise sui carburanti).

Saremo tutti impegnati a discutere di unioni civili, matrimoni gay, famiglie non tradizionali.

Ci si accapiglierà con passione, come sempre accade, e ognuno ne avrà il suo tornaconto.
Renzi farà una cosa “di sinistra” che metterà in difficoltà i suoi oppositori interni e terrà aperto il dialogo con SEL che può sempre servire.

Ma anche NCD, che spera di ereditare il voto cattolico dell’ex-PDL, ci guadagnerà. Farà una dura opposizione in Parlamento,, dove gli Alfaniani hanno presentato migliaia di emendamenti.

Questo consentirà al Ministro degli Interni e ai suoi di far notare di esistere, di avere un po’ di visibilità, di mostrare che sanno differenziarsi da Renzi. Naturalmente si distingueranno su un tema del quale al leader PD importa poco o nulla, e sul quale comunque dispone di un’ampia e tranquilla maggioranza.

Ovviamente se NCD volesse davvero bloccare le unioni civili, avrebbe un metodo facilissimo: far cadere il governo. Ma un gesto simile è del tutto escluso. Anche solo minacciarlo è contrario alla “ragione sociale” dell’NCD, partito nato per conservare le poltrone ministeriali casualmente e miracolosamente ottenute.

In ogni caso, per non sbagliare, Renzi si è garantito una quota di dissidenti (Fioroni ed altri ex DC) ed anche Alfano ha la sua ala “laica”, guidata da Fabrizio Cicchitto. Così saranno contenti tutti, ma proprio tutti.

La legge passerà, non accadrà nulla, ma saranno trascorsi altri mesi senza che nessuno chieda conto a Renzi delle sue promesse.

La soluzione ci sarebbe
Eppure la soluzione ci sarebbe, e sarebbe molto semplice. Basterebbe riconoscere a tutti i cittadini, di qualunque orientamento sessuale, il diritto a vedere riconosciuta dallo stato, se lo desiderano, la loro unione (non c’è nessun motivo perché ad alcuni cittadini questo diritto venga negato) e nello stesso tempo salvaguardare la famiglia, come unica titolare di garanzie e di incentivi specifici, che andrebbero anzi rafforzati, per esempio in ambito fiscale (quoziente familiare).

Ma è una soluzione troppo pragmatica, di quelle che piacciono solo a noi, qui all’inferno. Il risultato concreto, sulla terra, non interessa a nessuno.

Non interessa ai movimenti LGTB (per chi non lo sapesse, sta per Lesbiche, Gay, Transessuali, Bisessuali) per i quali non conta risolvere il problema, ma fare propaganda all’ideologia “gender” (strana ma diffusa teoria, secondo la quale l’identità sessuale non esisterebbe in natura e sarebbe il frutto di condizionamenti culturali e/o libere scelte).

Non interessa neanche ai “Defensores Fidei” della politica italiana, ai quali preme illudere e catturare catturare qualche fetta di voto cattolico.

E soprattutto non interessa a Renzi, al quale importa di parlare di tutto tranne che dei suoi fallimenti.

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