L'India snobba Monti
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L'India snobba Monti

Il nostro premier cerca il suo pari ruolo a New Delhi che non risponde, e passa la cornetta al Ministro degli Esteri (alla faccia della credibilità internazionale del "Professore")

Adesso siamo all’umiliazione politica e diplomatica. Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, snobba e si nega al telefono con Mario Monti. La notizia è frutto del 2 + 2 a cui ci costringe la rivelazione a Delhi di una conversazione telefonica tra il nostro presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid, sulla vicenda dei marò.

C’è una matematica delle relazioni diplomatiche, un preciso protocollo, per il quale i primi ministri di due paesi importanti come l’Italia e l’India debbano parlare tra di loro e al loro livello, non con semplici ministri. È come se il presidente francese, Hollande, o il cancelliere tedesco Angela Merkel, su un dossier fondamentale nelle relazioni bilaterali con l’Italia avessero parlato al telefono con Giulio Terzi quand’era ancora il nostro capo diplomazia, invece che direttamente con Monti (e non importa che oggi Monti sia “anche” ministro degli Esteri ad interim).

Il Professore non parla con il suo omologo, Singh, ma parla con Khurshid. Se ci fosse un’agenzia di rating della credibilità internazionale dei paesi e dei loro leader, diremmo che oggi Monti e l’Italia hanno subito un drastico downgrading, alla faccia della riconquistata credibilità internazionale di Palazzo Chigi con il Professore.

Il fatto grave è che questo governo così umiliato e “degradato” dovrebbe negoziare un giusto processo per i due fucilieri di Marina Latorre e Girone, dopo aver deciso di rimandarli in India. Oggi sembra che finalmente New Delhi abbia scelto quale tribunale li giudicherà: la Corte Speciale collegata con l’Agenzia nazionale investigativa, la Nia, una sorta di Fbi indiana. Si tratta di una Corte non propriamente speciale, perché non costituita ad hoc per i marò, ma “separata”. E in teoria rimane la possibilità della pena di morte, a dispetto delle “assicurazioni” (secondo l’Italia) o dei semplici “chiarimenti” (secondo l’India) forniti dal ministro Khurshid al momento di decidere il rientro di Latorre e Girone in India.

C’è da scommettere che adesso Monti farà carte false per parlare con Singh. Ci riuscirà? Glielo auguriamo per l’Italia, e per stare tutti più tranquilli sulla sorte dei nostri due militari.

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