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Marco Pannella: gli aforismi e le frasi celebri

Dalla nascita al modo di vivere la politica. Dal sesso al rapporto con il nemico, a un anno dalla morte alcuni lasciti del leader dei radicali italiani

A un anno dalla morte di Marco Pannella, che si è spento a 86 anni dopo aver lottato contro due tumori, vi proponiamo alcuni suoi aforismi e frasi tratti dalla biografia di Valter Vecellio “Pannella, biografia di un irregolare” (ed.Rubbettino). Scorri su AVANTI per leggerle.

- LEGGI ANCHE: Pannella, ritratto dell'uomo politico

La nascita

“Nasco il 2 maggio del 1930. Alcuni sostengono che mamma dovette sforzarsi per evitare che io nascessi il 1 maggio, festa dei lavoratori in pieno fascismo: si diceva che questo sarebbe stato interpretato politicamente”

La politica sui marciapiedi

“Sono un cornuto divorzista, un assassino abortista, un infame traditore della patria con gli obiettori, un drogato, un perverso pasoliniano, un mezzo ebreo, mezzo fascista, un liberal borghese esibizionista, un nonviolento impotente. Faccio politica sui marciapiedi”.

Referendum

“I miei referendum non sono mai di protesta ma sempre di proposta”

I comizi

“Io anche a letto faccio comizi: l’amplesso una volta veniva chiamato “congresso”.

Donne e uomini

“Alle medie baciavo un po’ tutte, ero grande e grosso. Ma ho avuto anche tre o quattro uomini”

Santi e giullari

“Se mi sento un giullare della Repubblica? San Francesco è il giullare della Chiesa, ma anche il santo più grande”

Il fumo

“Fumare erba non mi interessa, per la semplice ragione che lo faccio sempre. Ho un’autostrada di nicotina e di catrame dentro che lo prova”

Baudelaire

“A noi che abbiamo letto Baudelaire sull’alcool e sull’hashish, fa sghignazzare il romanticume del maledetto che si apparta dalla società fumando. Proprio non ci impressiona".

Marionette

“Bisogna vivere, concepire, creare, essere attore, altrimenti si diventa marionetta”

Istrione? Ma chi lo dice?

“Dicono che sia un istrione, ma chi lo dice? Io vivo nelle strade, negli aeroporti, nei treni. Parlo con la gente, non con le scorte”

Capopopolo

“Mi fanno passare come un capopopolo perché temono che possa apparire come uno statista”

Il timore dei mediocri

“La politica è un fiume inquinato; io ho tanti nemici perché remo controcorrente. Temo solo i mediocri. Da loro ci si può attendere di tutto”

Solitudine

“Rarissimamente riesco a dormire da solo. La mia casa è piena di gente. I politici invece sono sempre soli, basta guardarli”

Quello che amo

“Amo le speranze antiche come la donna e l’uomo; ideali politici vecchi quanto il secolo dei lumi, la rivoluzione borghese, i canti anarchici e il pensiero della destra storica”

I racconti

"Credo ai racconti che ci si fanno in cucina, a letto, per la strada, al lavoro"

Il nemico

“Ci sono troppe splendide cose che potremmo fare con il “nemico” per pensare di eliminarlo”.

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