La black list di Grillo: altri otto in bilico
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La black list di Grillo: altri otto in bilico
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La black list di Grillo: altri otto in bilico

Nonostante le rassicurazioni pubbliche di Casaleggio, in privato il comico e il suo guru ragionano sull’espulsione di nuovi senatori malpancisti. Ecco chi sono.

Segnatevi questi nomi: Roberto Cotti, Serenella Fucksia, Elena Fattori, Michela Montevecchi, Bartolomeo Pepe e Ivana Simeoni. Sono tutti senatori grillini, alla pari del tesoriere del gruppo, Giuseppe Vacciano, e del vicepresidente Francesco Molinari. Otto pentastellati che, oltre allo scranno a Palazzo
Madama, sembrano avere in comune anche il destino: la loro espulsione dal Movimento 5 stelle è più vicina di quanto si pensi.

Nonostante le rassicurazioni del "guru" Gianroberto Casaleggio, calato a Roma per chiedere ai suoi fedelissimi di abbassare i toni sui senatori malpancisti, una nuova epurazione è già in agenda. La strategia di Beppe Grillo prevede infatti che agli eretici sia consentito sfogarsi nell’assemblea del gruppo, ma non all’esterno. I casaleggiani, rigorosamente "off the record", sono infatti chiarissimi: "Se continueranno pubblicamente a offendere il moVimento, si continuerà con le espulsioni. D’altronde, a dispetto delle polemiche montate ad arte, cresciamo nei sondaggi". Vanno dunque lette in un’ottica diversa le parole del guru: per i 5 stelle non vale, dice Casaleggio, "la linea dell’intransigenza, ma del rispetto delle regole. È la regola del semaforo: se è rosso, la macchina si ferma. Non ci si può mettere a gridare contro il semaforo: ci si può fermare o passare dritto. Ma se si passa, si paga la multa". La "multa", va da sé, è la messa al bando dal Movimento.

Chissà se i nuovi espulsi si uniranno ai già epurati. Certo è che la costituzione del gruppo dei transfughi al Senato procede a rilento. Tre dei sei senatori che hanno rassegnato le dimissioni da Palazzo Madama sono stati dal presidente Pietro Grasso. Oggetto dell’incontro: la calendarizzazione in aula delle dimissioni. Grasso e gli altri hanno concordato di dare precedenza alle votazioni sulla legge elettorale affinché gli epurati possano preparare con calma i loro discorsi di (presunto) addio, incentrati sulla mancanza di democrazia dentro i 5 stelle. Nel frattempo, a pensar male, potrebbero sempre tornare utili a Matteo Renzi e alla sua maggioranza. Che sull’Italicum è sempre a rischio.

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