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Le testimonianze di Jeff Sessions al Congresso: verità o bugie?

Il ministro della Giustizia Usa nega di aver incontrato i funzionari russi, difende Trump e respinge tutte le accuse di collusione nel Russiagate

"Non ho partecipato ad alcun incontro con i funzionari russi sulle elezioni presidenziali e non ricordo alcun incontro su questo tema con l'ambasciatore russo a Washington": queste le dichiarazioni-clou di Jeff Sessions al Congresso Usa. Che poi ha aggiunto come le accuse di collusione rappresentino "una bugia odiosa e sconcertante".

Dichiara di non sapere nulla e respinge ogni addebito mosso nei suoi confronti nell'ambito del Russiagate, quindi, il ministro americano della giustizia sulle presunte collusioni tra la Russia e la campagna elettorale di Donald Trump e ribadisce ancora una volta che nessun membro dalla Casa Bianca gli ha mai chiesto di svolgere attività illegali.

Su Comey, Trump ha agito bene

Prima della testimonianza, il presidente della commissione, il repubblicano Richard Burr, ha spiegato a Sessions come quella che si apprestava a effettuare costituisse un'opportunità per separare i fatti dalla narrativa e fare chiarezza su un certo numero di accuse riportate nella stampa.

Sessions ha parlato anche dei suoi contatti con l'ambasciatore russo negli Usa, Sergey Kislyak. Ha dichiarato di averlo incontrato in due occasioni (e non tre come aveva dichiarato l'ex direttore dell'Fbi James Comey) assicurando, però, che in entrambe le circostanze "non è avvenuto nulla di improprio". Sul licenziamento di quest'ultimo, ha espresso poi una piena e accorata difesa nei confronti di Trump.

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