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La situazione dei campi profughi in Grecia - FOTO

Violenze e fame: Oxfam pubblica un rapporto sullo stato in cui vivono i rifugiati lanciando una petizione al governo italiano

Storie di uomini, donne e bambini sfollati in Grecia. In un rapporto pubblicato da Oxfam insieme a ActionAid intitolato Lasciati nel Limbo (qui la versione integrale) si trovano alcune delle testimonianze più dure, di vita difficile, violenza e in alcuni casi, fame.  

Come un viaggio della disperazione che va dritto al cuore. “Voglio dire all’Europa che se la Turchia fosse un Paese sicuro, non avrei rischiato la vita di mia moglie e dei miei figli mettendoli su una barca per attraversare il mare. Se la Turchia è un Paese così sicuro, perché non la fanno entrare nell’UE?“ dice Mohammad, 43anni, siriano, rifugiato nel campo profughi di Lesbo.

E un'altra testimonianza: “Durante il viaggio ho rischiato molto. Gli uomini dell’Isis hanno cercato di violentarmi. Quando ho raggiunto la Turchia mi hanno rispedito ai confini per due volte. Ho rischiato di morire insieme ad altri come me. Invece, pagando siamo riusciti a tornare in Turchia di nuovo“, racconta Maria, 27 anni, siriana, anche lei adesso nel campo profughi di Lesbo.

Rifugiati: quanti sono nel mondo


Queste alcune delle frasi più significative racchiuse inel rapporto che spiega come dall'inizio del 2015 un milione di migranti, compresi rifugiati, abbiano "attraversato la Turchia per andare in Grecia in cerca di sicurezza". Ad oggi sono 50 mila i migranti che sono rimasti bloccati in Grecia e vivono in campi improvvisati o in edifici abbandonati.

È per questo che Oxfam ha lanciato Stand as One, una petizione al governo italiano per richiedere una garanzia di sicurezza, protezione e dignità oltre a un futuro migliore per tutti i rifugiati.

Aubrey Wade. Oxfam
Una madre siriana con i suoi quattro figli in un campo profughi in Grecia
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