Usa - Russia: le ragioni del conflitto
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Usa - Russia: le ragioni del conflitto
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Usa - Russia: le ragioni del conflitto

Obama e Putin s'incontrano a New York dopo un lungo periodo di vera e propria Guerra Fredda tra i due paesi. Miglioreranno i rapporti tra i due paesi?

Faccia a faccia al Palazzo di Vetro

Obama ePutin al G20 2013 Getty Imagines/ ERIC FEFERBERG

Barack Obama e Vladimir Putin non si vedono faccia a faccia da due anni. L'incontro al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York è il primo bilaterale dopo le tensioni che hanno caratterizzato i rapporti tra Usa e Russia negli ultimi tempi. Il presidente americano e quello russo si confrontano su Siria, sul futuro di Bashar al Assad, sull'influenza e le relazione di Mosca con l'Iran; cercano una soluzione sull'Ucraina. L'incontro è un passo avanti, ma nessuno è in grado di dire se possa portare a dei risultati positivi.

Putin e Obama ai ferri corti

Obama e Putin al G20 del 2012 Getty Imagines/ALEXEI NIKOLSKY

Usa e Russia vivono in un clima da Guerra Fredda ormai da più di due anni. Gli Stati Uniti si sentono gli "aggrediti". Secondo Obama, Vladimir Putin vuole riportare la Russia ai tempi dell'Unione Sovietica, con la sua potenza, influenza e fasti, e per farlo vuole creare una contrapposizione con l'Occidente e, in particolare, con gli Stati Uniti, Tutte le mosse del leader del Cremlino sarebbero indirizzate a questo obiettivo. Per questo, i terreni di scontro con Washington sono sempre maggiori. Dall'altra parte, la visione della Russia è diametralmente opposta: Putin si sente minacciato dalla politica degli Usa. Il coinvolgimento degli Stati Uniti e della Nato nella vicenda Ucraina, ha preoccupato e molto il presidente russo. Quello è il cortile di casa di Mosca; Putin non vuole perdere influenza e terreno (politico) nelle aree in cui l'Unione Sovietica aveva voce (i paesi che componevano l'Urss e gli alleati mediorientali, come la Siria). 

Il conflitto in Ucraina

Obama e Putin al G20 del 2012 Getty Imagines / ALEXEI NIKOLSKY

L'Ucraina è il principale terreno di scontro tra i due paesi. Per Obama, il coinvolgimento russo nel conflitto è la prova che Putin vuole ricostruire l'Urss. Per il leader del Cremlino, invece, si tratta di un'ingerenza occidentale nel cortile di casa. Le sanzioni varate dagli Usa e dagli Europei stanno danneggiando l'economia russa, ma Putin non ha alcuna intenzione di mollare la presa. Per lui, l'Ucraina è troppo importante. Anche Obama non vuole fare passi indiero. Dopo l'annessione della Crimea, un blitz che ha sorpreso Washington, l'amministrazione americana non vuole concedere a Putin altre prove di forza in Ucraina. La situazione si è stabilizzata negli ultimi mesi, ma non è stata risolta.

L'Europa

Putin assiste a una parata militare Getty Imagines/ALEXEI DRUZHININ/A

Secondo gli americani, Vladimir Putin sta cercando di indebolire l'Unione Europa attraverso il finanziamento di partiti e movimenti d'opinione europei di desra o di sinistra contrari all'Euro e alla Ue. Il New York Times è uscito con un articolo inchiesta molto dettagliato in cui si citano i casi del Fronte Nazionale in Francia (che avrebbe ottenuto un prestito di 11 milioni di dollari da una banca dell'est Europa molto vicina al Cremlino) e di altre formazioni in Germania, Austria e Slovacchia. Il Political Capital Institute di Budapest, citato dal quotidiano Usa, ha pubblicato una lista dei partiti europei che hanno collegamenti con il Cremlino, tra i quali viene citata anche la Lega Nord italiana

Edward Snowden e il Datagate

Edward Snowden Getty Imagines / Bryan Bedder

Secondo gli Usa, l'ospitalità data dalla Russia a Edward Snowden dopo le rivelazioni sul Datagate dell'ex consulente dell'Nsa è stata un'altra prova dell'ostilità del Cremlino nei confronti di Washington. Anzi, la lettura ufficiosa dell'amministrazione è stata ben peggiore. Snowden sarebbe stato il perno di un complotto Cina-Russia ai danni degli Stati Uniti. Ma non c'è solo questo. Gli Usa lamentano da tempo attacchi cyber provenienti da Pechino e (più recentemente) da parte anche di Mosca, Solo qualche giorno fa, la Casa Bianca e molti altri uffici federali sarebbero stati sottoposti a un cyber blitz condotto da oltre cortina di ferro

La Siria

Obama parla della Siria Getty Imagines/ Saul Loeb

La guerra in Siria è in questo momento la principale priorità del rapporto tra Obama e Putin. La presenza di aerei e soldati russi in territorio siriano, l'appoggio dato ad Assad da parte del Cremlino, sono elementi cheh anno complicato il quadro già caoitico del conflitto. I due presidenti devono vedere se sia possibile trovare un modo per cooperare. Obama combatte l'Isis, ma vorrebbe che Assad se ne andasse. Putin è invece alleato del presidente siriano.  Uno dei motivi dell'attrito tra Washington e Mosca è proprio da far risalire a Damasco. Quando nel settembre del 2014 Barack Obama annunciò al mondo la sua intenzione di bombardare le truppe di Assad per aver utilizzato armi chimiche contro i ribelli, Mosca si oppose con grande forza. Putin vinse il round perché divenne il capofila dei contrari all'intervento armato e convinse con la diplomazia il dittatore siriano a eliminare tutte le armi chimiche a sua disposzione. Così facendo, il leader del Cremlino colse due obiettivi: fece fare a Obama una pessima figura e ristabilì una certa influenza della Russia in Medioriente e in Siria, in particolare, il cui regime aveva sempre avuto rapporti stretti con Mosca. Da allora, un pò d'acqua è passata sotto i ponti. Usa e Russia sono sempre competitors nell'area, ma hanno potrebbero stabilire alcuni punti di contatto e collaborazione, come nel caso delle trattative sul nucleare con l'Iran.

Diritti umani

Obama e Putin al G20 del 2013 Getty Imagines/ ERIC FEFERBERG

I diritti umani e quelli politici sono stati al cerntro del braccio di ferro tra Usa e Russia. Gli Stati Uniti hanno duramente attaccato le leggi varate dalla Duma russa contro gli omosessuali e le manifestazioni di piazza a favore del movimento gay. Alcuni commentatori statunitensi le hanno paragonate alle leggi naziste contro gli ebrei. In più occasioni, Obama ha criticato apertamente questa normativa. In occasione delle olimpiadi invernali di Sochi, il presidente Usa ha poi fatto un gesto apertamente polemico contro il Cremlino: ha messo a capo della delegazione americana Billy Jean King, un'atleta, lesbica dichiarata da tempo.

La guerra per l'energia

Barack Obama Getty Imagines/ Jim Watson

Il Grande Gioco, o la nuova Guerra Fredda si combatte soprattutto sull'energia. La Russia basa la propria economia soprattutto sul'esportazione di gas e petrolio, e dopo il ribasso del prezzo del greggio, le conseguenze per le sue casse si sono sentite. Questo è un grande problema per Putin, il quale associa all'energia prodotta dalla Russia non solo gli introiti economici, ma anche la grande influenza politica che Mosca può avere controllando il flusso sopratutto di gas verso l'Europa e la Cina. Gli Usa però stanno recuperando terreno e da alcuni anni sono tornati ad esportare petrolio e contendono alla Russia il primato della produzione di gas. Due colossi energetici. Chi vincerà la sfida?

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