L’intervista all’Ambasciatore della Repubblica di Ucraina in Italia
L’intervista all’Ambasciatore della Repubblica di Ucraina in Italia
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L’intervista all’Ambasciatore della Repubblica di Ucraina in Italia

Pubblichiamo in anteprima uno stralcio dell’intervista rilasciata da Yevhen Perelygin, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario d’Ucraina nella Repubblica Italiana

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Ambasciatore, il vostro presidente è in fuga, i militari russi sono entrati in Crimea e ora si temono una guerra e una divisione del vostro Paese. Come uscire da questa grave situazione?
Ci sono alcune condizioni imprescindibili per noi. Come primo punto, chiediamo al governo di Mosca il ritiro immediato di tutte le forze militari russe dal nostro territorio. Noi dobbiamo ritornare al giorno precedente l’aggressione della Russia, quando non c’erano in Crimea altre forze se non quelle previste dall’accordo bilaterale russo-ucraino.

 

Secondo punto, noi chiediamo di inviare una missione internazionale in Ucraina, e più precisamente in Crimea, sia essa sotto l’OSCE o sotto le Nazioni Unite. Al tempo stesso, noi auspichiamo altre missioni internazionali – a guida del consiglio d’Europa o delle Nazioni Unite o di altre strutture sovranazionali – per rispondere alla domanda su come proteggere i diritti umani delle minoranze etniche nazionali.

 

Terzo punto, cominciare immediatamente consultazioni e negoziazioni secondo due direttrici: proponiamo una consultazione bilaterale russo-ucraina (ma sappiamo che la Russia non vuole) e una multilaterale, con la partecipazione di più nazioni o organizzazioni, siano esse la Germania, l’Italia, la Francia o piuttosto Unione Europea e NATO.

 

 

Cosa vorrebbe comunicare al governo italiano?
Apprezziamo molto la posizione dell’autorità italiana sull’integrità dell’Ucraina. Il ministro degli Esteri Mogherini e altre figure del governo hanno spiegato chiaramente che l’Italia, insieme agli altri partner principali, vuole garantire questa sovranità e ciò è molto importante per noi. Ci aspettiamo che il governo italiano mantenga un sostegno permanente e al tempo stesso contribuisca alla soluzione del conflitto. Per esempio, spedendo uno o più rappresentanti in Ucraina nell’ambito di una missione internazionale e appoggiando la nostra politica filo-europea a Bruxelles. 

 

Il mondo deve capire che noi stiamo parlando di adesione all’Unione Europea che è per noi una scelta civica, tale per cui o torniamo al passato dell’Unione Sovietica o facciamo un passo avanti verso un “European style”. Forse, non saremo membri dell’UE per altri 10 o 15 anni, ma sono sicuro che dobbiamo costruire un sistema europeo all’interno del nostro Paese. Con la Russia non è possibile costruire un futuro che sarebbe un passo indietro. Però è il nostro vicino di ieri, oggi e domani e vogliamo conviverci. Mosca deve solo capire che la cooperazione ha una base di parità se si dialoga ponendosi sullo stesso piano. Questo è un principio fondamentale.

 

 

Viktor Yanukovich è stato eletto democraticamente. Dopo le violente proteste di piazza e la sua fuga, il governo ad interim opera ancora nel contesto costituzionale?
Noi non abbiamo un governo ad interim, il nostro governo è permanente, “tecnocratico” se vuole. Secondo la costituzione del 2004, è il parlamento e non il presidente a nominare il governo. Una settimana fa, il parlamento ha varato una nuova coalizione di governo tripartita, denominata “La scelta Europea”. Tale coalizione ha quindi nominato un governo, ma la definizione ad interim è relativa soltanto a descrivere la condizione temporale che condurrà alle elezioni. Legalmente, il governo è nel pieno delle proprie funzioni e il primo ministro ha la completa autorità.

 

 

Ma Yanukovich grida al golpe e oggi chiede aiuto alla Russia.

Secondo la legge Ucraina, Yanukovich oggi solo è un cittadino privato[...]

 

 

 

N.B. POTRETE LEGGERE L’INTERVISTA INTEGRALE IL 20 MARZO SUL PROSSIMO NUMERO DI LOOKOUT NEWS, IN EDICOLA IN ALLEGATO A PANORAMA.

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