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L'Isis in Libia prepara un nuovo Califfato

L'allarme lanciato dal New York Times su fonti dell'intelligence che parlano di istituzioni statali finanziate con il traffico di esseri umani

L'Isis si sta sempre più radicando in Libia con l'obiettivo di creare un nuovo "califfato", sul modello di quanto fatto in Siria. E lo sta facendo attraverso la costituzione di vere e proprie istituzioni "statali" finanziate soprattutto con i guadagni provenienti dal redditizio traffico di esseri umani.

A lanciare l'allarme fonti dell'intelligence occidentali citate dal New York Times, secondo cui i militanti dello stato islamico sono sempre più coinvolti nel business degli immigrati clandestini, visto come una delle principali voci di entrata in un'area dove ancora l'Isis non controlla pozzi petroliferi.

Parte degli introiti, poi, arriva dalle tasse imposte alla popolazione e dall'attività di estorsione, esattamente come avviene in Siria e in Iraq. A preoccupare gli 007 è anche l'arrivo in Libia di tantissime reclute provenienti da diversi Paesi africani: dalla Nigeria al Senegal, dal Ciad al Sudan, passando per il Mali.

Una realtà, questa, verificata anche dopo il recente raid aereo degli Usa su un campo di addestramento nella zona di Sabratha: la maggior parte dei jihadisti uccisi - secondo le informazioni di intelligence - provenivano da diverse parti dell'Africa.

L'ordine di spostarsi dall'Africa Occidentale e da altre zone del continente verso nord - spiegano fonti occidentali al Nyt - arriva direttamente dai leader dello Stato islamico. Molti dirigenti dell'Isis, poi, in buona parte sono già approdati in Libia provenienti da Siria e Iraq, per sfuggire ai raid aerei della coalizione guidata dagli Usa.

E se il numero dei combattenti in Siria e in Iraq è sceso a circa 25 mila dai circa 31.500 di qualche mese fa, in seguito alla campagna aerea guidata dagli Usa, in Libia nello steso periodo sono raddoppiati, arrivando a circa 6.500. La gran parte concentrati nell'area di Sirte.

Secondo il Nyt tali informazioni non fanno che accelerare la discussione sulla necessità di intensificare la campagna militare anti-Isis in Libia, con il presidente americano, Barack Obama, che sarebbe pronto a un maggior impegno a patto che cominci a funzionare il governo di unità nazionale e che alleati come Francia, Italia e Regno Unito facciano a pieno la loro parte. (ANSA)

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