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EPA/ABEDIN TAHERKENAREH
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Iran: il selfie che pregiudica l'orgoglio maschile in una società islamica

Cosa c'è dietro l'episodio dei deputati iraniani che si affannano per una foto con Federica Mogherini, donna e una delle maggiori istituzioni europee

Quindi per non offendere la sensibilità iraniana non basta, essendo donna, mettersi il velo come ha fatto Federica Mogherini, alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, nelle cerimonie di questi giorni per l’insediamento del neo-presidente Rouhani.

A volta basta essere donna, e trovarsi al centro dell’attenzione degli uomini, per generare scandalo. Perché poi tutto ricade nella simbologia e nella comunicazione per immagini. Nel fuoco preciso dello scontro di civiltà. Che non c’è solo quando un tagliagole in nome di Allah decapita un ostaggio occidentale, o quando un terrorista spinge un camion tra i bambini in un parco giochi o sul lungomare di Nizza.

Esiste invece, questo conflitto, il corto circuito tra civiltà diverse, anche se al termine della seduta inaugurale del mandato di Rohani nel Parlamento di Teheran, qualche deputato (riformista) si agita e si sbraccia per raggiungere la Mogherini e farsi un selfie con lei.

Il selfie, parola brutta che un fotografo come Oliviero Toscani aborrisce preferendo chiamarlo “autoritratto”, ritrae in realtà, in questo caso, l’ingenuità quasi infantile di deputati che si affannano in un’aula istituzionale per avere una foto-ricordo con una donna occidentale. E non ammorbidisce la situazione il fatto che quella donna, la Mogherini, sia un’altissima figura politica che garantisce con la sua presenza la conferma/avallo europeo all’accordo sul nucleare con l’Iran.

La politica c’entra fino a un certo punto. È in gioco l’orgoglio maschile in una società islamica, intaccato da comportamenti frenetici e inopportuni (o percepiti tali). Gli ingredienti della vicenda sono sempre gli stessi: la politica e il sesso (inteso qui come genere). Il tutto dentro l’impero globale dell’immagine e dei social.

Non a caso si parla di “immaginario pubblico”, con una naturale ridondanza in rete per via dei tanti che in Iran (e altrove) hanno fatto sentire, postato, la loro voce di dissonanza o stupore. Poi, forse, bisogna pure tentare di sdrammatizzare. La corsa al selfie nel Parlamento iraniano ha le stesse banali motivazioni dei ragazzi che cercano la foto con la rockstar o con l’attore o attrice. O il divo del calcio. Solo che ancorché velata, la Mogherini era nel Parlamento iraniano l’icona dell’Occidente. E il selfie con l’Occidente, in Iran, è tabù e pietra dello scandalo. Con o senza velo.

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