Che fine hanno fatto i due marò?
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Che fine hanno fatto i due marò?

L'India prende e perde tempo. I familiari di Latorre e Girone non ci stanno

Caso Marò: l’India rinvia ancora e parte la marcia della solidarietà organizzati dai familiari. Mentre il ministro dell’Interno indiano, secondo il quotidiano The Indian Express, dopo avere consultato il suo collega della Giustizia e la Procura della repubblica, decide di non inviare in Italia la Nia, la National  Investigation Agency indiana, che doveva interrogare come testimoni altri quatto fucilieri colleghi di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, implicati per il presunto omicidio di due pescatori indiani a largo della costa Kerala il 15 febbraio 2012, facendo passare di fatto ulteriore tempo su questa vicenda che è diventata una vera e propria farsa, i familiari dei due marò decidono di organizzare una marcia di solidarietà, «Tutti insieme per i marò»  prevista per il 23 novembre a Roma. 

Il fine è quello di far riaccendere i riflettori sulla triste vicenda che vede da oltre 20 mesi i due militari ingiustamente trattenuti in India. Il corteo si riunirà e partirà alle ore 15:00 da piazza della Bocca della Verità e si snoderà per le vie del centro. Un corteo dai toni assolutamente pacifici e apolitici essendo organizzate dalle famiglie Latorre e Girone. 

«Non è facile uscire dal mio riserbo» racconta a Panorama Paola Moschetti, la fidanzata di Massimiliano Latorre che sta organizzando questa marcia di solidarietà e la sta promuovendo su facebook. «Posso solo dire che la forza per sopportare questo difficile periodo di grande incertezza mi viene proprio da Massimiliano con la sua forza d'animo, educata e temprata dalla sua lunga carriera militare che lo ha spesso visto protagonista in teatri operativi impervi e difficili. Sembra un paradosso ma e' proprio dal suo essere così fiero della divisa che indossa, con abnegazione e sacrificio, che traggo esempio e forza, apprendendo spesso grandi lezioni stupendomi della sua generosità. Anche in momenti per lui così difficili, antepone sempre l'altro a se stesso».

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