Vaticano, le carte dello Ior che scagionano Gotti Tedeschi (Esclusiva)
Vaticano, le carte dello Ior che scagionano Gotti Tedeschi (Esclusiva)
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Vaticano, le carte dello Ior che scagionano Gotti Tedeschi (Esclusiva)

I pm chiedono l'archiviazione: alla "banca del Vaticano" non c'è stato nessun riciclaggio. Restituiti 23 milioni di euro. Ora partono le denunce. Clamorose

Ettore Gotti Tedeschi è innocente. I pubblici ministeri che indagato su di lui per 4 anni con l’accusa di violazione della legge sul riciclaggio, Nello Rossi. Stefano Fava e Stefano Pesci, hanno chiesto l’archiviazione della sua posizione che è stata concessa dal giudice Flavia Costantini di Roma.

Il testo del decreto di archiviazione, disponibile sotto, spiega che Gotti Tedeschi, che ricopriva la carica di presidente dello Ior, non è responsabile in alcun modo del reato di riciclaggio per la decisione della banca di trasferire 23 milioni di euro dal Credito Artigiano di Roma alla Banca del Fucino e alla JpMorgan di Francoforte.

I pm prendono atto che ad aver operato su quel conto corrente, legittimamente intestato allo Ior, non è stato Gotti Tedeschi, ma il direttore generale dell’Istituto, Paolo Cipriani. Ma ciò che i pm ammettono è che Gotti Tedeschi non ha mai ostacolato l’attività d’indagine della magistratura o le attività di controllo della Banca d’Italia ma, anzi, ha sempre operato per favorire la trasparenza sulle attività dell’Istituto. A quanto trapela da ambienti vicini al professore piacentino, ora potrebbe partire una serie di denunce per diffamazione contro i molti attori di questa intricata vicenda, che ha provocato, tra le altre cose, anche il rallentamento dell'opera di trasparenza che Gotti Tedeschi aveva avviato nello Ior. E la decisione clamorosa, ma per niente da escludere, è che le denunce siano presentate contro quei consiglieri dello Ior che lo hanno sfiduciato.

Nel frattempo dal 2010 Gotti Tedeschi è stato sfiduciato dagli organi dirigenti dello Ior, i suoi archivi privati sono stati sequestrati, i contenuti diffusi sulla stampa, così come le sue telefonate con persone non indagate e perfino le registrazioni ambientali sono finite sui giornali. Dopo quattro anni è arrivata l’archiviazione e il dissequestro di quei 23 milioni.

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