Il Forteto e Fiesoli: la (brutta) storia che non finisce mai
Il Forteto e Fiesoli: la (brutta) storia che non finisce mai
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Il Forteto e Fiesoli: la (brutta) storia che non finisce mai

Abusi su minori, condanne, nessuna chiusura per la struttura che ospita minori in difficoltà. Complice anche il Pd. Ora un libro-inchiesta denuncia tutto

C’era una volta un sessantottino…

Attenzione, questa non è una bella fiaba. È una fiaba che fa orrore anche a noi, all’Inferno, dove per certa gente abbiamo preparato un girone apposta, con pene aggravate. Perché qui si parla di orchi e di bambini rapiti, ma non c’è, purtroppo, nessun lieto fine.

Ma torniamo al nostro “eroe” sessantottino. Rodolfo Fiesoli è stato uno dei tanti pseudo-leader di quella stagione confusa, uno di quelli che giocavano a fare la rivoluzione, sulla pelle degli altri, e con uno spiccato senso degli affari propri.

Molti che allora stavano sulle barricate, inneggiando al Maggio francese, a Mao e ai Vietcong, poi hanno fatto brillanti carriere nelle redazioni dei giornali, nelle università, nelle case editrici, sono diventati dei buoni – o cattivi - borghesi come i loro padri.

Fiesoli no, scelse una strada diversa. Non che il bernoccolo degli affari gli mancasse: intuì fra i primi la moda della natura, dei cibi biologici, del kilometro zero, e fu così, che fondò, nel Mugello, una cooperativa, che oggi è una florida impresa, chiamata Il Forteto, i cui prodotti sono apprezzati dei palati raffinati della Toscana e non solo.

E fin qui niente di male. Il problema sta nel fatto che al Forteto non ci si limitava ad allevare mucche di razza Chianina “nel rispetto del benessere dell’animale”, o a coltivare pregiate e rare qualità di mele. No, Rodolfo Fiesoli voleva essere ben altro che un semplice imprenditore agricolo.

Si credeva, o si atteggiava, a pensatore e a filantropo. Il Forteto non era solo un’impresa agricola, era – ed è tuttora – una comunità nella quale sono accolti i minori in difficoltà, sottratti alle famiglie d’origine, affidati dal Tribunale dei Minori, dai Comuni, dai servizi sociali.

Fiesoli tuttavia accoglieva fin troppo volentieri i minori nella sua comunità. Venivano create famiglie fittizie per ottenere in affido i più piccoli, veniva proibito qualsiasi contatto fra ragazzi e ragazze per “purificarli”, venivano incoraggiati i minori ad atti di aggressione fisica verso i familiari. Ma soprattutto Fiesoli, e il suo fido collaboratore, tale Goffredi, si dedicano con tale passione ai loro ospiti da venire condannati, nel 1985, per atti di libidine violenta e maltrattamenti nei confronti di minorenni e disabili.

Si apprendono con il processo molte cose sul Forteto e su Fiesoli (difeso in tribunale dal futuro Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia): si tratta di una sorta di lager, luogo di abusi sessuali e di manipolazioni (il guru ama “dormire” con quattro ragazzini alla volta), ispirato a una bizzarra teoria omosessualista (solo i rapporti omosessuali sarebbero puri, e gli abusi subiti in famiglia andrebbero ripetuti per “superarli”).

E fin qui – malgrado tutto – niente di strano. Si tratta di una storia triste, vile, abbietta, ma purtroppo non la prima, né l’ultima, di persone alle quali sono affidati i più deboli e che ne approfittano nel modo più schifoso.

L’incredibile comincia a questo punto. La cooperativa lager viene chiusa? I responsabili tenuti alla larga da qualsiasi minore per il resto della vita? Niente affatto.

Il Forteto va avanti, prospera (sempre nella mani di Fiesoli e dei suoi), continua a ricevere minori in affido, è presentato come un’eccellenza della Toscana. Fiesoli ha eccellenti rapporti con tutta la classe dirigente post comunista della regione e non solo. I massimi leader della sinistra, da Massimo d’Alema a Livia Turco a Piero Fassino si recano in visita al Forteto e ne escono ammirati. Antonio Di Pietro, candidato dalla sinistra nel collegio del Mugello, parla del Forteto come di “un amore reale che trova suggerimenti nel Vangelo e in un’attenta osservazione dell’altro”.

A nulla vale una nuova condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che parla di due fratellini sottratti alla madre naturale con una serie di certificazioni false da parte di medici e assistenti sociali che lavoravano per il Forteto. Nulla cambia. La Cooperativa continua a riceve minori in affido, e finanziamenti: la regione Toscana, nel periodo 1997-2001, verserà 1.200.000 euro a Fiesoli e ai suoi.

E così arriviamo ai giorni nostri. A trent’anni dalla prima condanna, il Forteto prospera come non mai.

Purtroppo per loro, tuttavia, nuove denunce hanno convinto la magistratura a dare ancora uno sguardo a quello che succedeva fra le eccellenze agricole del Mugello, e il risultato è una nuova condanna di Fiesoli e dei suoi, per il momento solo in primo grado.

Il guru ha ottenuto 17 anni di carcere, il suo braccio destro Goffredi 8 anni, sempre per reati di violenze sessuali e maltrattamenti. Nonostante tutto, i due sono ancora a piede libero, e non smettono di occuparsi delle loro fiorenti attività.

Noi non sappiamo di quali poteri di condizionamento o di ricatto i due dispongano: sappiamo però che alla Camera dei deputati le opposizioni, stranamente concordi, da Forza Italia ai Grillini, dalla Lega a Fratelli d’Italia, hanno proposto una mozione nella quale si chiedeva una commissione d’inchiesta su questa sporca faccenda, e il commissariamento della Cooperativa. Il PD, che a Montecitorio dispone di una sicura maggioranza, si è opposto, e quindi il Forteto, per ora, è salvo.

Non possiamo dire che vissero tutti felici e contenti, a conclusione di questa triste fiaba.

Possiamo dire però che non finisce qui. Due valorosi giornalisti, Francesco Pini e Duccio Tronci, hanno pubblicato un documentatissimo libro-inchiesta su tutta la faccenda (Setta di Stato, AB edizioni, 244 pag.

Nei giorni scorsi il volume è stato presentato a Montecitorio, per iniziativa di Deborah Bergamini, deputata toscana di Forza Italia, Responsabile Comunicazione degli azzurri, che ha preso a cuore questo tema ed è decisa a dare battaglia fino in fondo. Con lei, Stefano Mugnai, consigliere regionale del suo partito, e diversi esponenti politici di ogni schieramento, tranne il PD.

Del Forteto e del sig. Fiesoli – potete starne certi - sentiremo ancora parlare.

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