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ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images
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Governare con le bugie fa male a tutti

La riforma della buona scuola ha fallito la sua missione. L'Italia è ferma al palo. E Matteo Renzi continua a mentire danneggiando il Paese

Sbaglia chi dovesse interpretare la copertina di Panorama come un atto di sfiducia verso la scuola italiana. Non lo è, affatto. Perché potersi permettere di studiare all'estero per alcuni mesi, durante le Superiori, o addirittura diplomarsi fuori dai nostri confini per continuare poi con l'università è insieme un arricchimento e una straordinaria opportunità non solo per gli studenti che riescono nell'impresa, ma anche e soprattutto per il nostro Paese.

La cover del numero 37 di Panorama in edicola dall'8 settembre

Avere giovani italiani in grado di competere in un mondo globalizzato, forti dell'esperienza formativa e personale acquisita lontano da casa, significa infatti costruire un patrimonio che prima o poi tornerà utile all'Italia in tutti i campi.

Proprio perché l'istruzione è centrale nello sviluppo di un Paese, guardiamo ancora una volta all'inizio del nostro anno scolastico con apprensione. Direi anzi con molta apprensione.

I nostri figli e nipoti sono alle prese con la lotteria degli insegnanti: sappiamo già che la supplentite è lontanissima dall'essere risolta, che migliaia di cattedre rimarranno scoperte, che professori di topografia o informatica gestionale sono stati addirittura destinati a istituti dove si attendevano prof di italiano. Un delirio, credetemi.

Vogliamo allora avere il coraggio e l'onestà di riconoscere che la riforma della "Buona scuola" ha fallito la sua missione? Era il 3 settembre 2014 quando Matteo Renzi diffuse - eravamo alla vigilia dell'apertura dell'anno scolastico - 136 slide intitolate appunto "La Buona Scuola. Facciamo crescere il Paese", accompagnate da un messaggio video nel quale affermava: "Vi propongo un anno per rivoluzionare la scuola italiana. Non come i politici del passato che la mettono in fondo al sacco: la scuola è il cuore di tutto. Se saremo in grado nei prossimi 12 mesi di ripensare a come l'Italia investe sulla scuola, allora costruiremo la crescita dei prossimi vent'anni: un'occasione di bellezza educativa. Diciamo basta alla supplentite".

Alcuni mesi dopo, al rientro, dopo le vacanze di Natale, un altro videomessaggio: "Prendiamoci l'impegno a considerare la riforma della scuola non una delle tante riforme che il governo sta facendo, ma come la riforma fondamentale per restituire dignità, speranza, emozione, bellezza a questo Paese. Se riparte la scuola riparte l'Italia". Di citazione in citazione l'elenco sarebbe sterminato.

Oggi, che siamo a settembre 2016, alcune verità sono inconfutabili: la scuola non è ripartita e l'Italia è ferma al palo. Raccontarsi le frottole, illudersi di imporre le bugie nella speranza che la grancassa dei telegiornali sovrasti l'urlo della realtà non fa male solo al governo. Fa male a tutti noi.

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