E Forza Italia sembra paralizzata
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E Forza Italia sembra paralizzata

In attesa delle decisioni dei giudici, manca una linea politica chiara. Unica certezza: il nome Berlusconi alle elezioni ci sarà

Alla vigilia delle elezioni europee Forza Italia è in preda a spasmi e convulsioni. I problemi non sono determinati dall’uragano Renzi, ma da una sorta di paralisi strategica che sta bloccando il Cav e i suoi. E mancando una bussola, vengono allo scoperto posizioni personalistiche e contraddittorie sul governo e non solo: dalla raccolta di firme lanciata da Daniela Santanchè per la grazia per Silvio Berlusconi ("Io non ne sapevo niente di un’iniziativa" fa presente l’interessato "che brucia le residue possibilità che avevo di avere la grazia") all’ipotesi di Renato Brunetta di un ingresso di Fi al governo senza che ci sia un invito. Fino alla corsa per le candidature alle europee dei vari Fitto, Cicu: "Ma alla fine non candideremo nessun parlamentare" precisa il Cav "per una questione di serietà". Insomma, un caleidoscopio di iniziative senza una regia.

La verità è che non c’è una fisionomia precisa della linea politica del partito. Risultato: i sondaggi per le elezioni europee sono superiori a quelli per le politiche. "Motivo? Sull’Europa" osserva la maga dei numeri di Berlusconi, Alessandra Ghisleri, "la linea di Forza Italia è più chiara". Appunto, per ora l’unica iniziativa in piedi è la raccolta di firme per la candidatura del Cav, il resto è lasciato all’iniziativa dei singoli. "C’è la confusione più totale" confida Raffaele Fitto ai suoi. "Ma come facciamo a chiedere di entrare nel governo in questo modo?" si domanda Francesco Giro "rischiamo di dare ragione ad Alfano". Insomma, c’è molta insofferenza. Soprattutto c’è chi non comprende l’apertura di credito a Renzi senza contropartite reali. "Qui" spiega Augusto Minzolini "sembriamo i topi che vanno dietro al pifferaio magico che li porta verso il precipizio. Ma io non ho l’ambizione di fare la fine del topo. Per esempio, per me la riforma del Senato di Renzi, per citare Fantozzi, è una cagata pazzesca. Io non la voto: o si abolisce il Senato del tutto; o si fa una cosa più seria". Perplessità che ha anche il Cavaliere: "La proposta di Renzi sul Senato così com’è non passa". Ma i dubbi non riguardano solo le riforme istituzionali: "Anche in economia quelle di Renzi" fa presente Daniele Capezzone "sono solo promesse". Quindi, c’è una gran voglia di reagire che però si infrange sull’attendismo di Berlusconi, concentrato su quanto decideranno i giudici di Milano il 10 aprile (arresti domiciliari o servizi sociali). "Se non sappiamo cosa succederà" fa presente il Cav "non possiamo decidere né la linea politica né la strategia elettorale". L’unico dato certo è che, in un modo o nell’altro, nelle prossime elezioni il nome di Berlusconi ci sarà: "Ci sono due strade", congettura il Cav. "O si presenta uno dei miei familiari; o, più probabilmente, nel simbolo ci sarà la scritta “Berlusconi presidente”, nel senso presidente di Forza Italia".

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