festival sanremo 1951
Nilla Pizzi, vincitrice nel 1951 con "Grazie dei Fiori" (Ansa)
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Il Festival di Sanremo compie 70 anni

Nato per rivitalizzare il Casinò nel 1951, vide la partecipazione di soli quattro concorrenti, tra cui la vincitrice Nilla Pizzi. Fu snobbato dalla stampa ma fu una svolta nella storia della musica leggera italiana

Il primo Festival della Canzone Italiana, inaugurato settant'anni fa, si svolse quasi in sordina. Non c'era la platea del teatro Ariston, non c'erano i flash dei cronisti e la parata delle star, ma si tenne nella sala delle feste del Casinò di Sanremo. Non c'era la televisione, che sarebbe arrivata soltanto due anni più tardi. Non c'era neppure la sfilata di cantanti, perché quel primo Festival prevedeva la partecipazione di soli tre interpreti (due solisti e un duo). Fu tuttavia una finestra tra il passato delle grandi glorie melodiche della canzone italiana dell'Eiar del ventennio e la nuova vita delle star della canzone e delle case discografiche italiane. Quella prima edizione nasceva dalle macerie della guerra per ridare vita all'attività del Casinò il cui storico palazzo era stato risparmiato dalla furia delle incursioni aeree. Promotore dell'iniziativa fu un comitato presieduto dal sindaco della città ligure, Adolfo Siffredi e dal commerciante di fiori Amilcare Rambaldi, socialista ed ex partigiano amante del jazz. L'idea iniziale era quella di organizzare un festival internazionale con ospiti del calibro di Louis Armstrong o Duke Ellington, ma la proposta della commissione fu scartata dalla giunta comunale allora ancora nelle mani del Comitato di Liberazione Nazionale.
Due anni dopo il Casinò assunse Angelo Nizza, un autore radiofonico famoso nel ventennio, il quale riprese l'idea di Rambaldi spostando però l'attenzione dalla musica d'oltreoceano a quella italiana e popolare, con l'obiettivo di attrarre il pubblico italiano ancora per gran parte lontano dalle sonorità del jazz e dello swing.
Prima di poter concretizzare il progetto, fu necessario sistemare i disastrati conti della struttura alberghiera e della casa da gioco, che fu alla fine affidata all' Ata, l'Associazione Turistico Alberghiera presieduta dal lungimirante presidente Pier Busseti, il quale raccolse l'idea di Rambaldi e la trasferì alla dirigenza della radio Rai, alla quale avrebbe offerto la location del Casinò per una nuova rassegna di musica italiana. La proposta fu accolta con entusiasmo dal direttore della radio maestro Giulio Razzi, il quale propose la formula competitiva su tre serate che anche oggi caratterizza le edizioni del festival. L'organizzazione iniziò alla metà del 1950 e coinvolse le principali case discografiche nazionali, che in breve inviarono all'attenzione degli organizzatori ben 240 inediti, molti di più di quelli attesi. I segnali erano ottimi e alla vigilia della prima edizione Razzi selezionò le venti che avrebbero preso parte alla competizione.
La data della prima serata fu fissata per il 29 gennaio 1951. La sala delle feste non fu neppure riempita, dato il costo proibitivo del biglietto fissato a 500 lire. Ma c'erano la apparecchiature della radio a reclutare molti più spettatori di quanto la sala ne potesse contenere. Anche la fascia oraria di trasmissione della kermesse fu oggetto di discussione, ed alla fine il festival sarà trasmesso solo dalle ore 22, fatto che in un Italia ancora prevalentemente rurale escludeva una buona parte dei potenziali ascoltatori. Il presentatore della prima edizione fu Nunzio Filogamo, una voce già ben nota dai radioascoltatori della vecchia radio del regime, la Eiar. L'orchestra era quella dell'emittente nazionale diretta dal maestro Cinico Angelini, che curò anche gli arrangiamenti delle canzoni in gara. Così come in casa Rai furono scelti gli interpreti, che erano soltanto tre e venivano tutti dall'orchestra dell'emittente di Stato. la prima edizione del festival era dunque improntata sulla premiazione di un brano e non sulla figura del cantante-interprete, che soltanto dopo quella edizione pionieristica emergerà come divo nazionale. I prescelti erano Nilla Pizzi (pseudonimo di Adionilla), Achille Togliani e il Duo Fasano (le torinesi Dina e Delfina Fasano). La Pizzi, che era emersa con diversi pseudonimi durante gli anni della guerra, era anche la compagna del maestro Angelini con il quale ebbe una relazione dopo la separazione dal marito sposato da giovanissima.
L'altro cantante, Achille Togliani, era il tipo d'uomo che piaceva nei primi anni del dopoguerra, (fece molto parlare la sua relazione con la Loren) ed aveva già fatto successo con la partecipazione a diversi fotoromanzi e cineromanzi. Angelini lo scelse dopo averlo sentito cantare in uno spettacolo di Macario. Infine le sorelle torinesi Fasano, le interpreti del tormentone dell'era fascista "Pippo non lo sa".
La prima edizione del Festival, snobbata da pressoché tutti gli organi di informazione, ebbe una dimensione casalinga. Tra la giuria c'era anche il sindaco di Sanremo e i giornalisti in sala erano solo sei. Passata sotto tono la prima edizione, la canzone che appariva la più moderna e la migliore per la voce calda della Pizzi era chiaramente "Grazie dei Fiori", che si può considerare come brano di rottura sia per le tematiche che per l'arrangiamento, finalmente lontano dalle vecchie polke, dai valzerini o dalle melodie retoriche dei grandi tenori alla Beniamino Gigli. Le altre canzoni, meno innovative, caddero presto nel dimenticatoio (ad esempio "Al mercato di Pizzighettone"). Al secondo posto finì il brano "La Luna si veste d'Argento", una canzone più tradizionale scritta da una donna (cosa rara per l'epoca), Ornella Ferrari, ed interpretata in duo dalla Pizzi e da Togliani. Le luci della prima edizione del Festival di Sanremo si spensero il 1 febbraio 1951 e dal punto di vista del successo commerciale si capì che l'Italia presa ancora dalle ristrettezze del dopoguerra non era del tutto pronta. Ma le case discografiche, non spaventate dal silenzio della stampa, intuirono che la kermesse avrebbe avuto futuro. Poco dopo la conclusione nell'organizzazione entrò la più importante etichetta discografica italiana dell'epoca, le Messaggerie Musicali di un certo signor Ladislao Sugar. La nascita della televisione e il boom economico degli anni successivi fecero il resto.

L'attore e cantante Achille Togliani (Getty Images)

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