ANSA/ANGELO CARCONI
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Family Day: Bagnasco compatta i vescovi

La mediazione del presidente della Cei dopo l’annullamento dell’udienza con il Papa. No alle unioni civili e alle adozioni gay

Il parlamentino della Cei si riunisce a Roma per tre giorni. L’atmosfera è apparentemente tranquilla, quella di sempre, nella sede della Cei a irconvallazione Aurelia, circondata da un tranquillo giardino. Fuori, nel Paese, infuria la polemica sul ddl Cirinnà sulle unioni civili. Le associazioni si preparano a tornare in piazza per il Family Day, sabato 30 gennaio. Annunziano mezzo milione di persone al Circo Massimo ma in realtà puntano al milione. Il modello è il Family Day del 2007 contro i Dico proposti da Rosy Bindi e Romani Prodi che a confronto con il ddl Cirinnà oggi sembrerebbero una soluzione accettabile anche per i cattolici più oltranzisti.
Stavolta però non ci sono più né il cardinale Camillo Ruini né papa Ratzinger. Francesco non vuole farsi coinvolgere nelle polemiche italiane e per questo ha annullato l’udienza a Bagnasco che spesso precede la riunione del Consiglio permanente. Il Papa però non si stanca di ribadire la sua posizione sulla famiglia, che è quella del magistero della Chiesa: la famiglia è solo quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e aperta ai figli.
Il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, era sembrato più aperturista e dialogante nei confronti della legge. Si ricorda una sua cena con la senatrice Cirinnà che però a quanto pare non lo ha ascoltato nella stesura del testo definitivo. Tiepido sul Family day Galantino. Angelo Bagnasco invece lo ha benedetto ma lo ha affidato alla intera responsabilità dei laici, senza coinvolgere i vescovi.
La mediazione del presidente dei vescovi
Ora ha il presidente della Cei compito di tenere insieme le diverse sensibilità della conferenza episcopale. La situazione non è facile. Lo testimonia il fatto che almeno per il momento non risulta prevista neppure la tradizionale conferenza stampa del segretario generale della Cei Galantino al termine dei lavori del consiglio permanente. Ma la mediazione messa in campo da Bagnasco sembra efficace e destinata a raggiungere l’obiettivo.
«I bambini hanno diritto di crescere con un papà e una mamma. La famiglia è un fatto antropologico, non ideologico», ha affermato Bagnasco. E ha proseguito: «I Vescovi sono uniti e compatti nel condividere le difficoltà e le prove della famiglia e nel riaffermarne la bellezza, la centralità e l’unicità: insinuare contrapposizioni e divisioni significa non amare né la Chiesa né la famiglia. Costituiti messaggeri e araldi del Vangelo della famiglia e del matrimonio, non solo crediamo che la famiglia è “la Carta costituzionale della Chiesa” , ma anche sogniamo un “Paese a dimensione familiare”, dove il rispetto per tutti sia stile di vita, e i diritti di ciascuno vengano garantiti su piani diversi secondo giustizia».
Il presidente della Cei cita il Papa e mantiene la rotta. Le immagini del Family Day saranno trasmesse in diretta anche dalla emittente dei vescovi, Tv2000. Chi ha orecchi per intendere intenda…

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