Onu: da che parte sta sulle Ong

Al nuovo segretario Guterres non piace l'accordo sui migranti Italia-Libia. E fa capire che dovremmo accoglierli tutti

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Antonio Guterres dopo la sua elezione a Segretario Generale dell'Onu - 12 dicembre 2016 – Credits: EDUARDO MUNOZ ALVAREZ/AFP/Getty Images

Fausto Biloslavo

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Il nuovo segretario generale delle Nazioni Unite è un ultrà dell’accoglienza? Sta forse dalla parte delle Organizzazioni non governative nel braccio di ferro con il nostro Paese? Sono preoccupazioni, queste, che il governo guidato da Paolo Gentiloni nutre seriamente.

Nonostante i suoi portavoce rovescino acqua sul fuoco, l’ex premier portoghese António Guterres, ora all’Onu, ritiene infatti che l’accordo con la Libia prodotto dall’Italia non rispetti le norme internazionali sui rifugiati.

La cronaca, sfuggita ai più: il 20 giugno 2017, in occasione della «Giornata mondiale del rifugiato», il segretario generale delle Nazioni Unite ha indetto una conferenza stampa al Palazzo di Vetro a New York. A margine dell’incontro i giornalisti della Voce di New York, un portale d’informazione in italiano e inglese, gli hanno rivolto una specifica domanda sul mancato rispetto delle norme internazionali relative ai profughi da parte di Roma negli accordi con Tripoli.

Guterres ha risposto che "sì, se l’accordo viene realizzato con un paese come la Libia, che al momento non è in grado di accogliere e rispettare i diritti dei rifugiati. Lo Stato che chiede un accordo del genere non rispetta le norme internazionali".

In seguito i portavoce del segretario dell’Onu hanno precisato che si riferiva al problema in termini generali, ma in realtà è sulla stessa linea delle Ong che si rifiutano di firmare il codice di condotta imposto dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, e condannano l’accordo dell’Italia con la Libia.

Non c’è da stupirsi tenendo conto che Guterres ha ricoperto per dieci anni, fino al 2015, la carica di Alto commissario dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati - che si è ingigantita a dismisura sotto il suo mandato.

Proprio il segretario generale ha puntato ad allargare il campo della protezione dell’Unhcr parlando genericamente di "gente in movimento". In quest’ottica è molto vicino alla linea dettata da Papa Francesco. Anzi, vuole anche organizzare per il 2018 una grande conferenza dell’Onu su rifugiati e migranti economici con l’obiettivo, neanche tanto celato, di metterli sullo stesso piano.

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