Isis: chi sono gli attentatori kamikaze in Indonesia

Fanno parte dello stesso nucleo familiare e, negli attacchi di Surabaya, la seconda città più grande dell'isola di Java, hanno coinvolto anche bambini e adolescenti che sono rimasti uccisi insieme alle vittime degli stessi attentati

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La polizia indonesiana esamina il luogo in cui è avvenuto uno dei tre attacchi terroristici. Qui, l'esterno della Chiesa pentecostale di Surabaya, il 13 maggio 2018. – Credits: JUNI KRISWANTO/AFP/Getty Images

Chiara Degl'Innocenti

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Non si ferma la nuova scia di sangue provocata dall’Isis. Dopo l’attacco alla Francia, è l’Indonesia il Paese più colpito nel mese di maggio. Ad unire gli atti terroristici avvenuti nell'isola di Java, al quartier generale della polizia e contro tre chiese, è stato il coinvolgimento di membri della stessa famiglia. Senza l’esclusione di bambini e adolescenti. A pochi giorni di inizio dal ramadan e in coincidenza con le celebrazioni del trasloco dell’ambasciata americana da Tel aviv a Gerusalemme.

Attacco del 14 maggio

Quello del 14 maggio è l’attacco terroristico che ha lasciato a terra 4 agenti e 6 civili feriti. Questo il bilancio del nuovo attentato eseguito da parte di alcuni kamikaze nella città indonesiana di Surabaya dove, con una moto bomba, i 4 adulti suicida (più una bambina di 8 anni che si sarebbe salvata) si sono scagliati contro il quartier generale della polizia.

Anche per questo atto terroristico (come per quelli del giorno precedente avvenuti contro tre chiese) i 5 attentatori coinvolti facevano tutti parte dello stesso gruppo familiare: i due genitori e i loro due figli.


 

Attentato del 13 maggio

Forse quello del 13 maggio è l’attentato più barbaro perpetrato in Indonesia da parte del sedicente Stato Islamico. In tre chiese della città di Surabaya l’Isis ha ucciso (e rivendicato) almeno otto persone, oltre alle 6 della stessa famiglia che hanno effettuato gli attacchi. I feriti sarebbero 41.

I kamikaze erano il padre, la madre, due figli maschi e due bambine, queste ultime avevano tra gli 8 e i 13 anni. I tre attacchi distinti, poi rivendicati dall'Isis, sono stati sferrati sempre a Surabaya, ovvero la seconda città indonesiana più grande dell'isola di Java.

In questo caso, è stato verificato dalle autorità, la famiglia kamikaze aveva programmato di attaccare gli obiettivi della polizia l'11 maggio ma poi avavevano dovuto optare per un'alternativa visti i controlli. Così, si sono divisi e prima hanno attaccato la chiesa cattolica di Santa Maria alle prime ore del mattino, intorno alle 7.30 (orario locale). Dopo, a un intervallo di una manciata di minuti, si sono fatti esplodere nella chiesa pentecostale e nella chiesa protestante. Protagonisti sanguinari di uno degli attentati proprio una donna velata che si è fatta saltare in aria insieme ai suoi due figli piccoli. Mentre gli altri due attentati sono, invece, stati compiuti dal marito e dagli altri figli.  

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