Fausto Biloslavo

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L’Italia torna nell’Artico. Fino al 2019, una volta all’anno, un equipaggio della Marina militare a bordo della nave Alliance della Nato è impegnato in una missione nel Mar Glaciale Artico per una campagna di ricerca nei campi della geofisica, della geologia marina e dell'oceanografia. Il nome in codice è "High North".

L’Italia ha una strategia artica “mirata a contribuire alla ricerca scientifica e ad uno sfruttamento delle risorse in maniera sostenibile”, spiega a Panorama il controammiraglio Luigi Sinapi, direttore dell’Istituto idrografico.

La Marina e l’Istituto idrografico sono ritornati nei mari dell’Artico per condurre delle ricerche scientifiche a 90 anni dalle spedizioni del Comandante Nobile che, nel lontano 1918, con il dirigibile "Italia" ha esplorato l'estremo Nord.

Risale invece al 1928 la prima spedizione in Artico della nave Idrografica "Città di Milano", comandata dal capitano di fregata Romagna Manoia, che ha permesso la produzione di carte per la navigazione dell'area (documenti mantenuti in vigore fino al 1968 dall'Istituto Idrografico della Marina, ove sono ancora consultabili). È invece datata 1931 (periodo agosto-settembre) la spedizione polare del sommergibile Nautilus.

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