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Francia-Italia, il Trattato del Quirinale entro l'autunno

Accordo bilaterale per rafforzare la cooperazione nell'industria e la cultura. Sei esperti al lavoro.Il destino del progetto dopo le elezioni

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Redazione

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Si torna a parlare del "Trattato del Quirinale". Il 21 febbraio lo fa La Stampa con un retroscena firmato da Francesca Schianchi, nel quale viene spiegato che il gruppo di lavoro italo-francese è all'opera e si riunirà presto per mettere a punto i punti forti della rinnovata collaborazione fra Italia e Francia.

CHE COS'È IL "TRATTATO DEL QUIRINALE"

Già perché questo Trattato è assai ambizioso. Così ambizioso da farlo paragonare a quello storico dell'Eliseo, firmato nel 1953 e che sancì una storica partnership bilaterale fra la Germania e la Francia. Prima di esagerare, vediamo in cosa consista la versione fra l'Italia e la Francia. L'iniziativa dell'operazione è di Paolo Gentilone e del presidente francese Emmanuel Macron, che in questi trattatati bilaterali pare creda molto come strategia di rafforzamento della cooperazione europea. Il trattato dovrebbe rafforzare la cooperazione fra i due paesi in tre grandi ambiti:

  • l'industria e la difesa;
  • la conoscenza e la cultura;
  • l'istruzione e insegnamento superiore.

IL GRUPPO DI LAVORO

C'è un gruppo di lavoro, che sta lavorando per mettere a punto temi e testo del trattato, che dovrebbe essere firmato entro l'autunno del 2018.

Del gruppo di lavoro fanno parte sei personalità rilevanti dei due paesi. Per l'Italia sono: Franco Bassanini, ex ministro della funzione pubblica, uomo storico del centro-sinistra; Paola Severinio, penalista e rettore della Luiss, ministro della Giustizia con Monti (è lei che firmò la legge sull'incandidabilità e decadenza dei politici condannati); Marco Piantini, ex uomo della segreteria di Napolitano al Quirinale e attualmente consigliere per gli affari europei di Gentiloni presidente del consiglio.

I francesi invece sono: Sylvie Goulard, vice governatore della Banca di Francia e per un mese ministro della difesa con Macron; Pascal Cagni, presidente di Business France, esperto di cultura e economia digitale; Gilles Pécot, storico prestigioso e rettore dell'Académie de Paris.

La prossima riunione del gruppo sarà il 2 marzo. Il Trattato dovrà dare impulso alle relazioni fra i due paesi "strutturandole e dando loro nuovi obiettivi, arricchiti di una duplice dimensione bilaterale ed europea", dice la lettera di incarico dei partecipanti al gruppo di lavoro, secondo quanto riporta Schianchi su La Stampa.
I sei dovranno inoltre individuare gli strumenti per raggiungere gli obiettivi. Fra le opzioni anche lo scambio di funzionari fra ministeri omologhi dei due paesi.

Durante la prima riunione del gruppo, avvenuta a inizio febbraio a Palazzo Chigi, Sandro Gozi, sottosegretario per gli Affari europei ha spiegato che la cooperazione fra Francia e Italia deve funzionare come uno dei motori della rifondazione dell'Europa.

Da inizio marzo a fine aprile i sei si incontreranno per sei volte, per arrivare con un documento adeguato in tempo alla firma autunnale.

COSA FARÀ IL NUOVO GOVERNO

Certo, c'è anche la possibilità che il nuovo governo che uscirà dalle elezioni del 4 marzo, fermi tutto. Possibilità forte se le componenti antieuropa saranno premiate dagli elettori.

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