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Colombia: niente carburante sull'aereo schiantato con la squadra brasiliana

71 morti e 6 sopravvissuti, tra cui tre calciatori del club in viaggio per la finale di Copa Sudamericana - Il video alla partenza

Colombia: squadra calcio, 'che Dio accompagni nostri atleti'

Giovanni Capuano

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71 morti e 6 sopravvissuti: questo il bilancio definitivo del disastro aereo avvenuto in Colombia, dove un aereo della LaMia diretto all'aeroporto internazionale di Medellin si è schiantato in una zona montuosa dopo essere partito dalla Bolivia. Sul volo c'era anche la squadra di calcio brasiliana della Chapecoense, che - fatto scalo a Santa Cruz de la Sierra dopo il volo da San Paolo - si stava recando a giocare la finale della Copa Sudamericana contro i padroni di casa dell’Atletico Nacional, in programma per mercoledì 30 novembre.

Tra i deceduti Micky Quiroga che, come suo padre, è morto alla cloche di un aereo. Miguel, detto Micky, era il pilota dell'aereo LAMIA che trasportava i calciatori della Chapecoense. Suo padre, 53 anni, perdeva la vita sempre in un incidente aereo.

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Tra i 6 passeggeri scampati al disastro risultano i calciatori Jackson Follmann (che ha subìto l'amputazione di una gamba e rischia di perdere anche l'altra), Alan Ruschel ed Helio Zampier Neto, considerato in un primo momento tra le vittime e che insieme al compagno di squadra resta in prognosi riservata.

L'altro portiere Danilo Padilha è invece morto in ospedale, dov'era stato ricoverato in gravissime condizioni. Deceduti anche 21 giornalisti brasiliani che erano al seguito della squadra per l'importante partita, mentre uno di loro (Rafael Henzel, di Radio Oeste Capital) è nella lista dei sopravvissuti insieme con l'assistente di volo Ximena Suarez e il tecnico di volo Erwin Tumiri le cui condizioni sono migliorate. I due infatti raccontano di quei momenti terribili che hanno preceduto lo schianto. ''Le luci si sono spente prima dell'impatto'', ha ricordato Ximena Suarez, mentre il suo collega Erwin Tumiri ha detto che ''molti si sono alzati dai loro posti in preda al panico, urlando. Mi sono salvato perché mi sono messo in posizione fetale con una valigia tra le gambe''.

Mentre in Brasile si consuma il lutto e scatta la gara di solidarietà tra i maggiori club di serie A che offrono giocatori in prestito alla Chapecoense per il prossimo campionato, dalla Colombia rimbalzano notizie circa le possibili cause della sciagura. 

In attesa di quanto dirà la scatola nera, infatti si è fatta largo l'ipotesi sempre più probabile che l’aereo sarebbe precipitato per “mancanza di carburante” quando si trovava nelle vicinanze dell’aeroporto “Jose Maria Cordoba” della città colombiana di Medellin.

''Non vi sono tracce di combustibile nell'aeronave'', ha detto Alfredo Bocanegra, responsabile dell'aviazione civile colombiana. La tesi della mancanza di carburante è rilanciata con forza anche dalla stampa locale, che cita le testimonianze di un pilota della Avianca che volava nella zona all'ora dello schianto ed ha ascoltato le concitate conversazioni tra il pilota del volo LaMia, Miguel Quiroga, che era anche proprietario della compagnia aerea, e la torre di controllo. ''Siamo senza carburante, aiutateci'', avrebbe detto alla radio Quiroga, che era un ex pilota dell'aeronautica boliviana ed aveva sposato la figlia dell'ex senatore boliviano Roger Pinto Molina, un oppositore del presidente Evo Morales indagato per corruzione e fuggito in Brasile nel 2013.

Ma le indagini proseguono e "si continua a parlare ufficialmente di guasto elettrico", ha affermato in merito all'incidente Alfredo Bocanegra, responsabile dell'Agenzia per l'aviazione civile colombiana.

La Chapecoense aveva conquistato la finale della Copa Sudamericana dopo aver battuto il San Lorenzo de Almagro e aver raggiunto un risultato mai ottenuto precedentemente nel corso della sua storia, iniziata nel 1973 con la fusione dell’Atletico Chapecoense con l’Independente.

Oltre all'ex-veronese Winck, che non era sull'aereo perché infortunato, si è salvato anche il vicepresidente del club brasiliano, Ivan Tozzo, che all'ultimo momento ha rinunciato a seguire la squadra impegnata nella finale di Copa Sudamericana. "E' nostra abitudine viaggiare con i calciatori in segno di sostegno. Per questo ero sulla lista dei passeggeri, ma all'ultimo momento ho rinunciato a partire", ha raccontato lo stesso Tozzo ai microfoni di Globo News. "Miracolato" anche Matheus Saroli, figlio dell'allenatore Caio junior, per aver dimenticato il passaporto e non essere così riuscito a salire sull'aereo.

Il presidente brasiliano Michel Temer ha invece dichiarato tre giorni di lutto nazionale per le vittime del disastro aereo.

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