Là dove per quasi 30 anni - dal 1973 fino all'11 settembre 2001 - le Torri Gemelle hanno svettato sulla parte meridionale di Manhattan, dopo che i due aerei dirottati da miliziani di Al Qaeda vi si schiantarono contro, per molti anni c'è stato Ground Zero, il luogo della distruzione (un termine mediato dalla guerra fredda che designa un'area coinvolta da un'esplosione atomica).

L'area nella parte meridionale di Manhattan a New York dove, prima degli attacchi terroristici alle Twin Towers, sorgeva il complesso del World Trade Center è diventato il "Ground Zero" per antonomasia. Una tragedia politica e umana che, oltre ad infliggere un colpo al cuore degli Stati Uniti, ha sfregiato il volto della città. Più che ferita, per quasi 10 anni New York è apparsa come una città "amputata", fino alla rinascita, nel 2013, con il One World Trade Center, chiamato anche Freedom Tower, il quarto edificio più alto al mondo e simbolo della più grave strage terroristica della storia americana. 

Per il riassetto dell'area e la nuova edificazione di edifici è stato indetto un concorso, vinto dall'architetto polacco-americano Daniel Libeskind, che ha portato alla costruzione della "Torre della libertà". Alla sua base si trovano un'area storico-museale - che si estende su sette piani, per lo più sotterranei - e un'area esterna commemorativa delle vittime dell'attacco islamista. Ground Zero ha dunque attraversato cambiamenti significativi, ma porta ancora nella sua stessa struttura la memoria di quel giorno che ha segnato la storia contemporanea, quando oltre 3.000 persone sono state uccise negli attacchi a New York e Washington.

In queste foto, ecco il volto odierno di Ground Zero e, nel video che segue, realizzato da EarthCam, ecco fotogramma per fotogramma come si è trasformato tra l'ottobre 2004 e il maggio 2015.

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