Tutte le tasse del 2013, anno da incubo per i contribuenti
Tutte le tasse del 2013, anno da incubo per i contribuenti
Economia

Tutte le tasse del 2013, anno da incubo per i contribuenti

I dieci acronimi fiscali che hanno trasformato le imposte italiane in un vero rompicapo

Uno degli slogan più in voga e meno attuati del ’68 è stato certamente  “la fantasia al potere”. Nessuno poteva immaginare però che a distanza di 45 anni, nella alte sfere della burocrazia del nostro Paese, quelle parole diventassero realtà, perlomeno nell’ambito fiscale. Non si può infatti che definire un vero e proprio sforzo di fantasia la lista incredibilmente lunga di acronimi tributari che hanno caratterizzato la vita politica ed economica del 2013. Tra vecchie denominazioni ancora vigenti, basti ricordare l’Imu e l’Iva, e nuove definizioni che hanno avuto più o meno successo, tipo Trise e Iuc, fino a quelle di assoluta ingegneria verbale, come Tuc, che hanno fatto tristemente sorridere, è stato infatti un vero festival letterario. Per non parlare di quelle proposte circolate per qualche ora e poi rimaste fortunatamente nel cassetto del nostro ministero dell’Economia, e il riferimento è a quella Taser, che tempestivamente qualcuno si era premurato di far notare che richiamava il nome di una pistola elettrica. Al centro dell’attenzione ovviamente la tassazione sulla casa, ma non solo. Vediamo allora di seguito in dettaglio i dieci acronimi fiscali che sono stati in questo 2013 il terrore dei contribuenti italiani.

Imu: per mesi e mesi, l’imposta sugli immobili, è stato  il vero tormentone di tutti i contribuenti, compresi i proprietari di prima casa, per i quali la doccia fredda è arrivata nelle ultime ore. Infatti, nonostante l’abolizione della tassa sulle abitazioni principali, a gennaio anche loro dovranno pagare un conguaglio. Per gli altri il termine ultimo per il saldo scadeva il 16 dicembre. Di certo, questa imposta, che dall’anno prossimo scomparirà, non verrà rimpianta da nessuno.

IMU, UNA SECONDA RATA DA NON DIMENTICARE

Service tax: è stato il nome generico con cui per qualche mese veniva indicata la nuova tassa sui servizi che avrebbe dovuto sostituire l’Imu. Col senno di poi, se invece di dare retta a chi sosteneva la necessità di trovare una denominazione italiana, si fosse lasciata questa dicitura, semplice e di immediata comprensione, ci saremmo risparmiati tanti dei fastidi successivi, con liste infinite di improbabili acronimi, e anche questo articolo non sarebbe mai stato scritto.

Taser: resterà negli annali probabilmente come una delle gaffe lessicali più divertenti del nostro fisco. In fase di definizione dell’acronimo della tassa che avrebbe dovuto sostituire l’Imu, per qualche ora nelle segrete stanze del ministero dell’Economia circolò appunto la parola Taser. Molto opportunamente però qualcuno fece immediatamente notare che richiamava il nome di una pistola elettrica e l’idea fu immediatamente cestinata. La scossa ai contribuenti però è comunque arrivata lo stesso, anche se in altro modo.

Trise: qualcuno l’ha definita una sorta di missile a tre stadi. Per lungo tempo è stato l’acronimo ufficialmente adottato per raggruppare infatti tutte le imposte locali. Nella Trise infatti, sarebbero state incorporate la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, e la Tari, la tassa sui rifiuti. Peccato però che proprio quando contribuenti e giornalisti avevano cominciato a prendere dimestichezza con la nuova definizione, la Trise sia caduta in disgrazia, e allora sotto con un altro nome.

NUOVE TASSE SULLA CASA, ECCO CHI CI PERDERA'

Tuc: se ci fosse una classifica delle tasse più divertenti (anche se crediamo sia difficile stilarne una…) questa di certo starebbe al primo posto. La denominazione Tuc, che avrebbe dovuto sostituire la defunta Trise, è un’altra di quelle che ha avuto poca fortuna ed è durata lo spazio di un respiro. Giusto il tempo di accorgersi che richiamava, in maniera involontariamente ridicola, il nome di un noto snack salato. E allora, addio anche al Tuc.

Iuc: è l’ultima soluzione proposta per definire l’insieme delle tasse locali su casa e rifiuti. Imposta unica comunale: una definizione che per il momento sembra aver avuto la meglio su tutte le altre e che promette di durare. Staremo a vedere.

Tasi: è la componente della tassazione locale che coprirà i cosiddetti servizi indivisibili, ossia la manutenzione delle strade o l’illuminazione pubblica. Dopo il suo battesimo non è mai stata messa in discussione, forse perché promette fin d’ora di rappresentare per tanti ignari contribuenti una vera mazzata economica.

TASSE, UN NUOVO SALASSO CHIAMATO TASI

Tari: sarà la componente fiscale che coprirà le spese per la raccolta e la gestione dei rifiuti. Anche su questo acronimo non ci sono mai state grandi discussioni. Il problema riguarda invece le sue modalità di calcolo, che in effetti in molti Comuni non sono state ancora decise.

Tares: è vero, la genesi della nuova tassa sui rifiuti è avvenuta nel 2012, ma il suo primo e unico versamento, visto che dall’anno prossimo come detto si chiamerà Tari, è avvenuto quest’anno. E per molti, soprattutto commercianti e artigiani, è stato un vero salasso. A sua volta la Tares ricordiamo che aveva sostituito Tia e Tarsu, ma forse è meglio lasciar perdere…

Iva: dulcis in fundo, si fa per dire, una tassa che viene da lontano e che continueremo certamente a portarci dietro per tanto, tanto tempo. Ma come dimenticare che proprio a ottobre di quest’anno abbiamo dovuto fare i conti con un aumento dell’aliquota massima dell’imposta sui consumi, passata dal 21 al 22%. E per l’anno prossimo si prevedono nuovi possibili rialzi. Insomma una tassa che farà da trait d’union tra questo 2013 e il 2014, sempre all’insegna, molto probabilmente, dell’aumento della pressione fiscale.

TASSE GIU' E TASSE SU: A PERDERE E' SEMPRE IL CONSUMATORE

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