Piano casa, le sei idee di Lupi per rilanciare l’edilizia
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Piano casa, le sei idee di Lupi per rilanciare l’edilizia
Economia

Piano casa, le sei idee di Lupi per rilanciare l’edilizia

Dal fondo per gli inquilini morosi agli affitti agevolati, dalle case a riscatto agli stimoli per l’acquisto di immobili

In attesa che il governo dia oggi il via libera al pacchetto di misure per rilanciare l’economia, e mentre sul fronte fiscale c’è ancora incertezza su quelle che potranno essere le scelte del premier Renzi, qualche sicurezza in più si può ritrovare per quel che concerne il piano casa. Il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi ha messo a punto infatti una serie di misure di indirizzo che dovrebbero ricevere senza dubbio il benestare del Consiglio dei ministri e che nelle intenzioni dovranno servire sul medio-lungo termine a rilanciare l’edilizia. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i provvedimenti più importanti che oggi il ministro Lupi presenterà all’attenzione dei propri colleghi di gabinetto:

COSTRUZIONI, TUTTI I NODI DA SCIOGLIERE

Rilancio del fondo affitti e morosità incolpevole: è previsto uno stanziamento di circa 200 milioni per il cosiddetto Fondo affitti, che mira a sostenere l'accesso alle abitazioni. Cosa poi ancora più significativa aumenta il Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli che tra il 2014 e il 2020 potrà contare su risorse pari a circa 250 milioni. Ricordiamo a questo proposito che il Fondo in questione è destinato ad aiutare economicamente nel pagamento del canone di affitto gli inquilini che hanno visto ridursi il loro reddito a causa della crisi economica e che possono accedervi però  solo i cittadini che abitano in uno dei Comuni italiani ritenuti ad alta tensione abitativa.

Cedolare secca più vantaggiosa: ancora sul fronte delle case in locazione, scende al 10%, ma limitatamente al quadriennio 2014-2017, la cedolare secca per chi vorrà affittare a canone concordato. Restano inoltre in vigore le procedure di sfratto per morosità. Saranno infine previste detrazioni per gli inquilini di alloggi sociali, pari a 900 euro per i redditi sotto i 15.500 euro che si dimezzano a 450 euro per quelli invece sotto i 31.000 euro l'anno.

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Case a riscatto: per facilitare l’accesso all’acquisto di abitazioni, le nuove norme prevedono che un inquilino possa imputare in tutto o in parte, fino alla data del riscatto, i canoni di locazione in conto del prezzo di futuro acquisto di un alloggio sociale. Il riscatto sarà possibile dopo 7 anni di permanenza in affitto.

Edilizia sociale: ancora in tema di alloggi popolari, si prevede di aumentarne l’offerta attraverso interventi di ristrutturazione, ma anche di sostituzione del patrimonio e cambi di destinazione d'uso.

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Stimoli alla proprietà: il piano casa prevede la conclusione di accordi con regioni ed enti locali per la vendita a favore degli inquilini degli immobili ex Iacp. Il ricavato tra l’altro sarà destinato a realizzare nuovi alloggi e a conservare gli esistenti. A questo scopo viene istituito un fondo ad hoc con una dotazione massima di 18,9 milioni all’anno dal 2015 al 2020, che dovrà agevolare i finanziamenti per gli acquisti.

Case occupate: giro di vite infine in tema di occupazioni abusive. Su questo punto viene stabilita l’impossibilità per chi si insinua illegalmente in un immobile di chiedere la residenza o l’allacciamento ai pubblici servizi.

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