Pensioni di invalidità: ecco chi ne ha diritto
Pensioni di invalidità: ecco chi ne ha diritto
Economia

Pensioni di invalidità: ecco chi ne ha diritto

Una sentenza della Cassazione ribadisce quanto già stabilito dalla legge: per avere l'assegno, conta solo il reddito della persona inabile e non quello del coniuge

Finalmente anche i giudici mettono la parola fine su una lunga vicenda, che ha dato vita a non poche polemiche. E' quella che riguarda le pensioni destinate agli inabili al lavoro, molti dei quali rischiavano di perdere l'assegno. Colpa di una vecchia sentenza della Cassazione che, interpretando il testo di una legge che risale alla fine degli anni '70, aveva negato a una signora di Bari il diritto a percepire il trattamento di invalidità. La ragione? Il reddito familiare della signora, tenuto conto anche di quello del marito, superava i 16.127,30 euro lordi annui, cioè la soglia oltre la quale decade il diritto a percepire l'assegno Inps destinato agli inabili.

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L'interpretazione dei giudici ha sollevato un vespaio di polemiche tanto che, per correre ai ripari, il governo è intervenuto con una legge ad hoc, il Dl n. 76 del 28 giugno 2013, che modifica il vecchio provvedimento che risale al 1979. In pratica, per evitare di far perdere la pensione a migliaia di invalidi, si è stabilito che il reddito del coniuge non va mai tenuto in considerazione, per stabilire chi ha diritto alla pensione di inabilità (conta solo quello del pensionato). Con la sentenza n. 27812 del 12 dicembre scorso, anche i giudici della Corte di Cassazione si sono adeguati, riaffermando quanto stabilito dalla nuova norma, approvata del giugno passato. E così, migliaia di invalidi italiani hanno tirato un sospiro di sollievo.

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