Legge di Stabilità: tutti i nodi da sciogliere
Matteo Bazzi/Ansa
Legge di Stabilità: tutti i nodi da sciogliere
Economia

Legge di Stabilità: tutti i nodi da sciogliere

I dubbi dell'Ue sulla manovra economica, che è anche al vaglio del presidente Napolitano e attende il via libera della Ragioneria dello Stato

Sotto la lente dell'Unione Europea, del presidente Napolitano e anche della Ragioneria Generale dello Stato. Sono i tre difficili passaggi che deve ancora affrontare la Legge di Stabilità per il 2015, la prima manovra economica del governo Renzi, che vale 36 miliardi di euro e promette un taglio alle tasse di ben 18 miliardi.


Posta da Bruxelles

Il banco di prova più difficile per la legge di bilancio è senza dubbio la valutazione che arriverà dall'Unione Europea. A breve, infatti, le autorità di Bruxelles manderanno a Roma una lettera in cui esprimeranno il proprio parere sulle misure economiche che l'esecutivo vuol mettere in cantiere nel prossimo anno. Come ha ammesso lo stesso premier Renzi parlando oggi in Senato, i commissari Ue faranno sicuramente dei rilievi sulla Legge di Stabilità italiana e chiederanno al ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, alcuni chiarimenti. Quali? Innanzitutto, Bruxelles avrà qualcosa da dire sulle previsioni di deficit, che il governo di Roma ha fissato al 2,9% del pil, un gradino sotto il tetto massimo del 3% previsto dal trattato di Maastricht. L'Europa vorrebbe invece un ulteriore aggiustamento del disavanzo dello 0,5% ma il premier Renzi non può certamente dare questa garanzia, essendo impegnato a trovare risorse per il taglio dell'irap e per rinnovare il bonus irpef. Gran parte della manovra, infatti, poggia le fondamenta proprio nell'aumento del deficit, che crescerà nel 2015 di oltre 11 miliardi, rispetto agli obiettivi fissati a suo tempo nel Def, il Documento di Economia e Finanza.


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Una soluzione di compromesso, per consentire a Roma di portare il deficit del prossimo anno al 2,9%, potrebbe essere l'impegno dell'Italia a stanziare una riserva di bilancio di 3,4 miliardi di euro, corrispondente a oltre lo 0,2% del pil. Sarà un piccolo tesoretto cui attingere in caso di bisogno, cioè per contenere il disavanzo qualora i conti del nostro paese subissero un deterioramento. Da Bruxelles, però, ci sono anche altre richieste di chiarimenti sulle coperture finanziarie della Legge di Stabilità dove, va ricordato, il solo rinnovo del bonus irpef costa 10 miliardi di euro mentre il taglio dell'irap vale più di 5 miliardi. Su questo aspetto, ci sono continui contatti tra il governo italiano e lo staff del commissario europeo agli affari economici e monetari, Jyrki Katainen. Per avere una risposta definitiva su cosa ne pensa l'Unione Europea della manovra di Renzi, però, basterà attendere poche ore e conoscere i contenuti della lettera in arrivo dalle autorità di Bruxelles.


Passaggio al Quirinale

L'altro banco di prova per la Legge di Stabilità è rappresentato dall'esame della Ragioneria Generale dello Stato, l'organo tecnico che fa capo Ministero dell'Economia e delle Finanze e che ha il compito di vigilare sui conti pubblici, verificando la copertura finanziaria di ogni provvedimento che comporta un aumento della spesa o una diminuzione delle entrate. Ieri, il testo della manovra economica è arrivato come previsto nelle mani del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, senza però avere ancora la “bollinatura” della Ragioneria, cioè senza il disco verde definitivo dei tecnici del ministero. Il che, ha fatto ovviamente nascere molte congetture sulle ragioni di questa mancanza.


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Da giorni, infatti, si parla di un duro scontro tra il governo e la burocrazia ministeriale, in particolare su un aspetto: la presunta assenza nella manovra economica di adeguate clausole di salvaguardia, cioè di aumenti di imposta automatici, che dovrebbero scattare come garanzia per i conti pubblici, se le entrate previste dalla Legge di Stabilità si rivelassero inferiori al previsto. Anche in assenza della bollinatura della Ragioneria, il presidente Napolitano e il suo staff hanno iniziato a esaminare attentamente i contenuti della Legge di Stabilità. Qualunque sia parere del capo dello stato, però, una cosa resta certa: per la prima manovra economica del governo Renzi, i nodi da sciogliere sono ancora tanti.


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