Conti deposito: l'imposta di bollo cambia di nuovo
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Conti deposito: l'imposta di bollo cambia di nuovo
Economia

Conti deposito: l'imposta di bollo cambia di nuovo

Aumenta l'aliquota applicata sul capitale investito in prodotti finanziari a partire dal primo gennaio 2014, ma salta il bollo fisso di 34,20 per le giacenze inferiori a 17.100 euro

Cambia di nuovo l’imposta di bollo applicata sul capitale investito in prodotti finanziari, che a partire dal 2014 diventa un po’ più salata ma più equa.

La piccola rivoluzione sulla mini patrimoniale è contenuta in un emendamento alla Legge Stabilità  presentato da Marco Causi (Pd) e approvato nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 dicembre dalla commissione Bilancio della Camera.

Ecco le principali novità: dal primo gennaio del prossimo anno non ci sarà più il bollo fisso a 34,20 euro sui depositi con giacenze medie inferiori a 17.100 euro, mentre per tutti i prodotti del risparmio (conti deposito, fondi comuni di investimento, polizze vita di tipo unit e index linked e conto titoli) l’aliquota salirà dallo 0,15% allo 0,2%.

Contemporaneamente aumenta il carico impositivo sui correntisti tra i 250.000 e i 500.000 euro, mentre resta confermata la no tax area sotto i 5.000 euro per i conti correnti.

L’imposta era stata ritenuta da molti alquanto dannosa per i piccoli risparmiatori: con il bollo minimo a 34,2 euro, come illustrato da Altroconsumo, un investimento da 10.000 euro veniva tassato al 3,42%, mentre uno da 100.000 euro allo 0,2%.

L'imposta di bollo era entrata in vigore del decreto Salva Italia del 2011 ed era stata interpretata come una sorta di piccola patrimoniale sugli investimenti con una distinzione tra conti correnti bancari, postali e libretti di risparmio da un lato, e prodotti finanziari dall'altro. I primi erano tassati tutti per 34,20 euro con esenzione per i depositi fino a 5.000 euro (pagano 100 euro le società e le persone giuridiche).

Nel caso di prodotti finanziari l'aliquota saliva - da quest'anno - al 2 per mille con esenzione per i fondi sanitari, pensione e i buoni postali fruttiferi con valore di rimborso inferiore a 5.000 euro.

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