Bpm-Banco Popolare, le cose da sapere sulla fusione
MATTEO BAZZI / ANSA
Bpm-Banco Popolare, le cose da sapere sulla fusione
Economia

Bpm-Banco Popolare, le cose da sapere sulla fusione

Dall'aggregazione tra i due istituti, nasce il terzo polo bancario italiano, con oltre 25mila dipendenti e circa 2.400 sportelli

Manca ancora il via libera della BCE sulla governance definita ieri, ma la tanto attesa fusione tra la Banca Popolare di Milano (Bpm) e il Banco Popolare è ormai alle porte. Dopo diverse resistenze, l'operazione ha infatti avuto il disco verde della Banca Centrale Europea e dei consigli di amministrazione di entrambi gli istituti (Qui i nomi di chi la gestirà) che dunque si uniranno dando vita al terzo polo bancario italiano dopo Unicredit e IntesaSanpaolo. Ecco, di seguito, alcune cose importanti da sapere su questa fusione.

I dettagli dell'operazione

L'unione tra i due istituti si perfezionerà con la nascita di una nuova capogruppo, in cui una quota del 54% spetterà agli attuali azionisti del Banco Popolare mentre il restante 46% andrà invece agli attuali soci di Bpm.

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L'aumento di capitale

Prima di unirsi a Bpm, il Banco Popolare metterà in cantiere un aumento di capitale da un miliardo di euro, le cui modalità tecniche sono ancora da definire. L'operazione è necessaria per un rafforzamento patrimoniale dell'istituto, dopo alcuni rilievi della Bce.

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I tempi

Ci vorrà tuttavia un po' di tempo prima di vedere nascere effettivamente il terzo polo bancario italiano. L'operazione passerà infatti al vaglio delle assemblee di entrambe gli istituti, nel prossimo mese di novembre.

Scorporo a Milano (e dintorni)

L'unione tra le due banche sarà in realtà parziale, almeno per quel che riguarda alcune attività. Per conservare l' identità di Bpm, subito dopo la fusione verranno infatti scorporati alcuni sportelli della Popolare di Milano nel capoluogo lombardo e delle province limitrofe (Monza Brianza, Como, Lecco e Varese), a cui si aggiungeranno alcune filiali del Banco Popolare presenti nelle stesse aree geografiche. Nascerà così di fatto una nuova Bpm che verrà però controllata direttamente dalla capogruppo del nascente terzo polo bancario.

Il nuovo cda

Per i primi tre anni, il consiglio di amministrazione del nuovo polo bancario sarà composto da 19 membri: 9 indipendenti, altri 9 designati dal Banco Popolare e 7 nominati dagli attuali vertici di Bpm. Dal quarto anno in poi, il cda avrà 15 membri, di cui almeno 7 saranno indipendenti.

I numeri della nuova banca

Il nuovo polo bancario avrà più di 2.500 sportelli (anche se è probabile una loro razionalizzazione), circa 25mila dipendenti e 4 milioni di clienti. Gli attivi ammonteranno invece a 170 miliardi di euro mentre la capitalizzazione in borsa supererà ampiamente i 5 miliardi. La quota di mercato in Italia sarà dell'8% ma in alcune regioni come la Lombardia supererà il 15%.

Le sofferenze

Il nuovo polo bancario avrà circa 8 miliardi di euro di sofferenze nette, cioè di prestiti che hanno buone probabilità di non essere rimborsati. Per la gestione del credito deteriorato, dovrebbe essere creata una unità ad hoc all'interno del gruppo, che si occuperà anche dell'eventuale vendita di questi finanziamenti a società terze.

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