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Economia

730 precompilato, ecco quando scatteranno i controlli

Le indagini preventive del fisco verranno avviate nel caso si richiedano rimborsi Irpef superiori ai 4mila euro

In vista dell’invio del nuovo 730 precompilato, l’Agenzia delle entrate sfrutta ogni occasione utile per fornire indicazioni valide a rendere le attività di gestione delle dichiarazioni sempre più trasparenti. In questo senso alcuni chiarimenti importanti sono arrivati proprio in questi giorni sul tema molto controverso della richiesta dei rimborsi Irpef in busta paga. Vediamo allora quali sono le novità più importanti di cui si dovrà tenere conto per non avere brutte sorprese.

1 - Arrivano i controlli preventivi

Secondo le nuove norme introdotte con la Legge di stabilità, da quest’anno il fisco potrà effettuare dei controlli preventivi sui 730 precompilati. Nello specifico le indagini in questione scatteranno praticamente in automatico di fronte a dichiarazioni inviate direttamente dal contribuente o tramite sostituto d'imposta che presenteranno modifiche rispetto alla precompilata, qualora saranno riscontrati elementi di incoerenza oppure a fronte di richieste di rimborsi superiori ai 4mila euro.

2 - Familiari a carico

I nuovi controlli preventivi in presenza di richieste di rimborsi superiori ai 4mila euro, secondo quanto spiegato sempre dall’Agenzia delle entrate, potranno scattare indipendentemente dal fatto che il contribuente in oggetto dichiari di avere dei familiari a carico.

3 - Cosa accade se partono i controlli

In presenza dunque di elementi di “sospetto” che facciano partire un’indagine preventiva, per il contribuente in oggetto scatterà il blocco del rimborso richiesto. Solo al termine dei controlli e se non saranno riscontrate anomalie, la situazione tornerà alla normalità.

4 - Scadenze dei rimborsi

In ogni caso però, anche in presenza di controlli preventivi, sono stati stabiliti dei tempi certi entro cui dovrà essere condotta l’indagine e successivamente accreditati i rimborsi in caso di esito negativo. In pratica, secondo quanto annunciato dall’Agenzia delle entrate, i controlli in questione dovranno essere ultimati entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero il 7 luglio, o dalla data di invio se è stata spedita successivamente. Per quanto concerne invece la liquidazione dei rimborsi che fossero ritenuti comunque spettanti al contribuente, essa dovrà arrivare non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero il 7 gennaio dell'anno successivo, o dalla data di invio se è stata spedita successivamente.

5 - Come evitare i controlli

In teoria, facendo sempre riferimento a quanto annunciato dall’Agenzia delle entrate, esisterebbero due strade per evitare i controlli preventivi che bloccano i rimborsi dell’Irpef in busta paga. La prima prevede l’accettazione del 730 precompilato senza l’aggiunta di nessuna modifica. La seconda invece consiste nel presentare la dichiarazione attraverso un Caf o un professionista abilitato, che per legge sono tenuti all'apposizione del visto di conformità.

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