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Delitto via Poma. La Cassazione: assolto Rainero Busco

Dopo 24 anni stabilita l'innocenza definitiva dell'ex fidanzato di Simonetta Cesaroni. Il delitto resta senza un colpevole - Delitti perfetti o indagini sbagliate?  - I "gialli" italiani

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Dopo 24 anni, oggi 26 febbraio 2014, la Corte di Cassazione ha deciso di confermare l'assoluzione per Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, uccisa negli uffici dell'Associazione alberghi della gioventù a Roma il 7 agosto del 1990 in quello che da allora è noto come l'omicidio di via Poma. "E' la fine di un incubo" è stato il commento dell'uomo, mentre rabbia è stata espressa dai parenti della ragazza uccisa che a questo punto si trovano senza un colpevole.

Quella di oggi è stata l'ultimo colpo di scena di una vicenda processuale ma anche umana forse senza eguali.

3 febbraio 2012: davanti alla III Corte d'Assise di Roma presieduta da Evelina Canale, inizia il processo a Raniero Busco, accusato di omicidio volontario per la morte dell'ex fidanzata Simonetta Cesaroni , uccisa con trenta coltellate nell'agosto 1990 a Roma.

La parte iniziale dell'udienza del delitto di via Poma è dedicata alla costituzione delle parti. Per Busco (presente in aula), quale difensore si è costituito l'avvocato Paolo Loria; per la famiglia di Simonetta Cesaroni (la madre Anna Di Gianbattista e la sorella Paola) si sono costituiti gli avvocati Lucio Molinaro, Federica Mondani e Massimo Lauro.

Il Comune di Roma, con l'avvocato Andrea Magnanelli, ha chiesto ai giudici costituirsi parte civile al processo.

Occhi bassi, pullover scuro, Busco è arrivato intorno alle 9.30 nell'aula bunker del carcere di Rebibbia, ove erano presenti circa 130 studenti dell'università La Sapienza di Roma, venuti ad assistere.

Lo ha accompagnato la moglie Roberta Milletari che a margine della prima udienza ha detto: "Sono arrabbiatissima per questa vicenda ma molto combattiva". E ancora: "Mi auguro che oggi sia l'inizio della fine. Non abbiamo paura, non ci dobbiamo nascondere da nulla, la verità verrà fuori". La moglie dell'imputato ha affermato che "è l'innocenza che ci fa andare avanti". Milletari ha affermato di conoscere Busco dal 1991 e di essersi sposata con lui nel 1998.

Busco è stato assolto per "non avere commesso il fatto" dalla Corte d'assise d'appello il 24 aprile 2012.

Oggi la Cassazione ha confermato quella decisione

Raniero Busco, accusato di omicidio volontario per la morte dell'ex fidanzata Simonetta Cesaroni, uccisa con trenta coltellate il 7 agosto 1990 a Roma, circondato dai giornalisti prima del processo davanti alla terza Corte d'Assise di Roma, oggi 3 febbraio 2010. (Foto Ansa/Massimo Percossi)
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