La Nato di Biden tra Afghanistan, spese militari, e nuove sfide come la difesa cibernetica
(R.A.Douglas/USMC)
La Nato di Biden tra Afghanistan, spese militari, e nuove sfide come la difesa cibernetica
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La Nato di Biden tra Afghanistan, spese militari, e nuove sfide come la difesa cibernetica

Nato, esordio dell'amministrazione Biden tra vecchi problemi come Afghanistan e spese militari, e nuove sfide come la difesa cibernetica

Pare che il nuovo segretario alla Difesa degli Usa Lloyd Austin parteciperà alla sua prima riunione ministeriale della Nato, in programma questa settimana (17-18 febbraio), con l'intenzione di dare una scossa all'Alleanza per rivitalizzare i rapporti tra gli States e gli alleati europei. Quello che però non potrà esimersi dal fare, pur cercando un differente modo di esprimere la richiesta, sarà riprendere la linea dell'amministrazione Trump ribadendo la necessità di affrontare maggiori spese militari salendo al 2% dei Pil nazionali. Gli Usa dal 2014 al 2020 hanno speso per la Nato 190 miliardi di dollari dal 2014 e che ora nove membri dovrebbero spendere il 2% o più del loro PIL in difesa. Per noi italiani, ma non soltanto, che oggi abbiamo un prodotto interno lordo ridotto dalla pandemia, potrebbe essere l'occasione per rivitalizzare l'industria utilizzando le nostre imprese arrivando a una cifra che rispetto agli anni passati è certamente più facile da raggiungere. E magari il governo Draghi, seppure in fatto di Difesa sia ricorso alla continuità con il Conte2 mantenendo a capo del dicastero Lorenzo Guerini, potrebbe dare una svolta tale da portare beneficio alle nostre imprese del comparto e far crescere il nostro peso in campo internazionale. Dal canto loro, le nazioni che contestavano questa richiesta lo facevano chiedendo che nel conteggio delle spese militari rientrassero i dispiegamenti di forze all'estero che sostengono le missioni internazionali. Del resto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha dichiarato che la condivisione degli oneri riguarda la spesa del 2% ed anche i contributi e le capacità espresse dai membri nell'impegno internazionale, ma che prevede di discutere diverse proposte come parte del suo piano Nato 2030.


(Nato)


Seppure con toni meno diretti rispetto al suo precedessore, il segretario Austin è stato chiaro: "Se non investiamo abbastanza denaro oggi, semplicemente non saremo pronti per le sfide di domani".

Ma alla riunione Nato quanto sarà discusso in termini di nuove risorse militari passerà irrimediabilmente dalle questioni legate al futuro delle forze presenti in Irak e Afghanistan, forze che Trump aveva ridotto al numero complessivo di 2.500 unità su un totale di 9.582, dei quali 895 italiani (siamo il contingente più numeroso dopo i tedeschi con 1.300, gli inglesi sono 750 e non ci sono francesi. Fonte Nato). Austin al riguardo aveva recentemente dichiarato: "Non sono ancora state prese decisioni sul quantitativo di truppe da tenere in quello scenario, gli Usa e la Nato sono entrati in Afghanistan insieme, dunque adatteremo insieme i contingenti e, se sarà il momento giusto, partiremo insieme".

Un altro argomento importante del quale si dovrà discutere all'incontro Nato riguarderà la sicurezza cibernetica degli stati membri, questione già al centro dell'attenzione dell'Alleanza e ora portata all'ordine del giorno in seguito al recente attacco informatico perpetrato ai danni delle istituzioni governative statunitensi ampiamente attribuito alla Russia. L'intenzione degli Usa in questo senso sarebbe quello di coinvolgere maggiormente i partner europei nella condivisione di una strategia comune per arginare altri tentativi simili, controllando e proteggendo con standard militari i server sui quali potrebbero rimbalzare le minacce. Su questo fronte, lunedì 15 febbraio Stoltenberg aveva anticipato l'intenzione di avanzare una serie di proposte coinvolgendo anche nazioni con una posizione geopolitica estremamente importante, come Finlandia e Svezia.

Fonte: Nato

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