Dal Mondo

Iraq, il premier Mustafa al-Kadhimi sfugge miracolosamente ad un attentato

La Rubrica - Appuntamento in Piazza

Iraq

Nel bel mezzo delle proteste delle fazioni filo-iraniane dell'Iraq contro il risultato delle ultime elezioni legislative dello scorso 10 ottobre 2021, il Premier Mustafa al-Kadhimi è sfuggito qualche giorno fa ad un attentato dove sono stati utilizzati dei droni imbottiti di esplosivo. Chi è stato? Al-Kadhimi ex capo dell'intelligence irachena che vive nella "Zona Verde" di Baghdad, è rimasto illeso e ha dichiarato <<Sto bene, grazie a Dio, e chiedo calma e moderazione da parte di tutti per il bene dell'Iraq>>. Chi è stato? I sostenitori di Hashd al-Shaabi, la coalizione di ex paramilitari filo-iraniani che sta contestando in tutti i modi i risultati delle ultime elezioni in base alle quali il proprio numero di seggi in Parlamento si sarebbe fortemente ridotto? Oppure c'è la mano dell'ISIS? Qualche elemento va in questa direzione….

In Italia è ora dell'hijab "unisex"

L'idea divide. Benetton e il rapper Ghali che qualche giorno fa ha insultato Matteo Salvini allo stadio durante Milan- Inter, hanno lanciato nelle scorse settimane un hijab "unisex", nell'ambito della collaborazione tra il brand italiano e il rapper di origine tunisina.Il progetto è parte della collaborazione tra il rapper e la maison di prêt-à-porter nata sotto il nome "United color of Ghali", in riferimento allo slogan di punta di Benetton.Alcuni hanno accolgono l'idea, altri si divertono, altri la vedono come una banalizzazione del velo islamico che viene imposto alle donne.

USA

I senatori repubblicani Ted Cruz, Jim Inhofe e Ron Johnson, hanno nuovamente esortato il Dipartimento di Stato a utilizzare la sua autorità statutaria per designare i Fratelli musulmani come organizzazione terroristica straniera (FTO) ma hanno appreso che l'amministrazione guidata da Joe Biden e i senatori Democratici del "Comitato per gli stanziamenti della Camera" hanno trattenuto 130 milioni di dollari di aiuti militari all'Egitto fino a quando il Cairo non ha rilascerà alcuni ‹‹prigionieri politici della Fratellanza musulmana››. Sorprendente? Non proprio, almeno per chi ha buona memoria perché durante la campagna elettorale lo stesso Joe Biden si era più volte recato in visita da imam della Fratellanza musulmana per chiedere di esortare i fedeli di votarlo contro l'odiato Donald Trump. L'operazione è andata in porto perché il soccorso islamico ai Democratici è puntualmente arrivato: al Washington Post l'amministratore delegato di Emgage (potente organizzazione islamica), Wa'el Alzayat, aveva promesso che «le comunità musulmane americane si stanno organizzando come mai prima per massimizzare la nostra affluenza elettorale e per garantire che le nostre voci siano rappresentate[…] Joe Biden sta collaborando con Emgage Action per impegnarsi con le comunità musulmane americane e aiutarci a galvanizzarci». Così, Associazioni islamiche americane, come la Società islamica del Nord America (ISNA), il Council on American-Islamic Relations (CAIR), tutte legate alla Fratellanza Musulmana, hanno lavorato ‹‹pancia a terra›› per la candidatura di Biden (alcuni di loro erano nel suo staff elettorale), tra la popolazione statunitense di religione musulmana e hanno partecipato alla sua campagna elettorale (a livello statale e nazionale) presentando i loro candidati alcuni dei quali sono stati eletti nelle fila dei Democratici che con la Fratellanza musulmana hanno ormai un rapporto consolidato. Mai come oggi vale il "C'era una volta l'America".

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