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Dal Mondo

Scholz cede e manda i carri tedeschi in Ucraina mentre la Russia minaccia la Nato

Dal vertice di Ramstein nuove armi a Kiev ma è scontro con Mosca che minaccia: «pronti a colpire i convogli con le armi anche fuori dall'Ucraina»

Prima le minacce di una Terza guerra Mondiale, per di più nucleare, poi quelle di raid contro obiettivi Nato, il tutto condito da missili russi a lungo raggio che hanno colpito alcuni insediamenti industriali a Zaporizhzhia, sorvolando a bassa quota la più grande centrale nucleare dell’Ucraina, e da attacchi anche in Transnistria. Quella odierna è stata forse la giornata dove la tensione attorno all’invasione russa dell’Ucraina ha toccato i suoi massimi.Le notizie dal campo di battaglia si sono mischiate con quelle arrivate dalle capitali internazionali e dal vertice dei ministri della difesa di 40 paesi voluto dagli Stati Uniti e tenutosi a Ramstein, in Germania, nella sede della più grande base Usa in Europa.

ZSU Gepard 1A2 Germany is top self-propelled anti-aircraft guns in the world www.youtube.com

Una scelta non fatta a caso dal ministro statunitense Lloyd Austin dato che proprio il cancelliere tedesco Scholz è finito al centro delle critiche per la sua decisione di non fornire a Kiev le armi richieste. Decisione che non solo non è piaciuta a Zelensky (che nei giorni scorsi aveva attaccato duramente Scholz) ma anche agli alleati della maggioranza di csx tedesca, liberali e Verdi. Così oggi è arrivato l’annuncio: la Germania offrirà armi pesanti all’Ucraina.Si tratta nel dettaglio di 50 carri Gepard, specializzati nella contraerea. «Stiamo lavorando assieme ai nostri amici americani all’addestramento dei militari ucraini nell’uso di sistemi di artiglieria sul suolo tedesco”, ha affermato il ministro della difesa di Berlino, Christine Lambrecht (del partito liberale tedesco che aveva attaccato la decisione originaria di Scholz) che ha motivato il passo indietro del suo governo come una «conseguenza dell’aggressione della Russia che si è con questo congedata dalla cerchia delle nazioni civili».

E proprio l’invio e la fornitura di armi dall’occidente a Kiev ha messo l’una contro l’altra Mosca e Londra. Per primo, Boris Johnson ha dichiarato di ritenere «legittimo l’uso di armi occidentali da parte di Kiev per colpire in profondità le linee di rifornimento di Mosca in territorio russo». Questo, spiegano i britannici, porterebbe ad una riduzione dei civili uccisi e della distruzione in Ucraina. Dichiarazione a cui ha risposto il Cremlino: "Secondo questa logica ha riferito la portavoce del Ministro degli Esteri, Sergei Lavrov - la Russia potrebbe ritenere altrettanto legittimo prendere di mira in profondità le linee di rifornimento" ucraino, fin dentro quei Paesi che trasferiscono armi all'Ucraina”. rincarava la dose il Ministero della Difesa russo secondo il quale «L’esercito di Mosca è pronto a condurre raid di rappresaglia se la Russia verrà attaccata con armi occidentali fin dentro quei paesi che trasferiscono armi all’Ucraina».

A conclusione poi del vertice di Ramstein, Lloyd Austin ha aggiunto che gli Stati Uniti “Vogliono rendere più difficile per la Russia minacciare i suoi vicini e indebolirla in questo senso. Vogliamo essere sicuri che i russi non abbiano più le capacità per bullizzare i loro vicini, quelle che avevano prima che iniziasse il conflitto in Ucraina".Intanto sono continuati i bombardamenti a Mariupol (36 gli attacchi aerei russi sull’acciaieria Azovstal) e in altre parti del paese, mentre, per la prima volta la Modavia ha convocato una riunione di emergenza del suo governo dopo gli attacchi in Transnistria. Il timore è che il paese al confine con l’Ucraina possa diventare il prossimo obiettivo di Mosca.

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