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Crisi in Bielorussa, contro la censura torna Radio Libertà

Come durante la Guerra Fredda, la radio serve per aggirare le restrizioni su internet e telefoni. Ecco come viene sfidato il regime regime di Lukashenko

Blocchi su internet, irruzioni nelle emittenti non allineate, tracciamento delle telefonate. Ma le informazioni sulla Bielorussia viaggiano anche grazie a stazioni radio situate nei Paesi dell'Est europeo. Che quella del 25 agosto sarebbe stata una serata calda a Minsk lo si temeva da giorni. Nel 29° anniversario dell'indipendenza dall'Urss (1991), il leader Aleksandr Lukashenko, non riconosciuto dell'Unione Europea, ha ribadito ancora un volta che intende reprimere ogni manifestazione contraria al suo governo, sollevando dagli incarichi istituzionali anche i funzionari governativi che si sono dichiarati contrari alle sue decisioni. L'ultimo a farne le spese è stato l'ambasciatore bielorusso in Slovacchia Igor Leshchenko, che aveva condannato la violenza usata dalle forze di sicurezza di Minsk.

Lunedì scorso (24 agosto), Lukashenko era stato accolto dai fischi degli operai della fabbrica Mzkt, i quali avevano aderito allo sciopero nazionale organizzato dall'opposizione, per poi disperdersi sotto la minaccia dei licenziamenti. E mentre le forze governative reagiscono con violenza nelle piazze, altri reparti specializzati in anti pirateria informatica stanno bloccando le dorsali di comunicazione sulle quali viaggiano i collegamenti tra siti internet, specialmente laddove ad ospitare le notizie anti regime sono server stranieri, c'è un vecchio modo di comunicare che risulta più difficile da contrastare, ovvero basato sulle onde radio – e specificatamente sulle onde corte – come avveniva durante la guerra fredda. I servizi segreti bielorussi stanno oscurando i programmi di alcune stazioni nazionali non allineate, sia eseguendo irruzioni nelle stazioni trasmittenti e imponendo di mandare in onda soltanto musica, sia disturbando i segnali mediante vecchi generatori di rumore, esattamente come avveniva nell'Unione Sovietica.

Tuttavia la reazione sul piano radiofonico è stata immediata, dalla Polonia i giornalisti hanno reagito modificando la programmazione di Radio 1 in onde lunghe introducendo servizi speciali di notizie in lingua bielorussa dedicati alla situazione dopo le elezioni, arrivando a trasmettere tre notiziari al giorno dalla stazione di Solec Kujawski, sui 225 Khz, con la potenza notevole di 1.000 Kilowatt, tanto da rendere l'emissione ricevibile in tutta Europa. Parallelamente è cresciuta l'attività di Radio Liberty, emittente finanziata dal Congresso degli Stati Uniti, che trasmette in onde medie su 1386 KHz da Viesintos, in Lituania, ovvero dall'ex impianto radio dell'American Forces Network, la radio delle truppe americane, che dalle ore 21 alle 23 italiane emette programmi dedicati alla crisi di Minsk.

Intanto, attraverso istradamenti alternativi, ossia rimbalzando su nodi esteri, i provider internet che erano stati bloccati nel Paese durante la giornata del 9 agosto scorso cercano di ripristinare i collegamenti all'interno del territorio, anche utilizzando reti Vpn alternative e piccoli sistemi portatili (gateway) operanti via satellite su frequenze occidentali, difficili da localizzare e quindi da individuare. Proprio la presenza sul territorio bielorusso di questi apparati è tra gli elementi che gli agenti di Lukashenko definiscono essere prove dell'ingerenza occidentale nelle vicende interne. Ad oggi, almeno secondo il motore di ricerca Tut.By, molto usato nella Russia Bianca, permangono comunque disservizi per i tre maggiori provider bielorussi (A1, Life e Mts).

Le autorità bielorusse non hanno mai negato che gli utenti di Internet abbiano incontrato difficoltà. Il giornale online Novaya Gazeta riferisce che, quando i lettori hanno chiesto loro di spiegare le interruzioni, il direttore generale di Beltelekom, Vadim Shaybakov, ha suggerito che la colpa fosse da attribuire a grandi volumi di traffico generati dal tentativo di collegarsi da parte di cittadini bielorussi residenti all'estero e stranieri in cerca di notizie. Contemporaneamente però il portale Netblokcs (che ha come motto mapping freedom, ossia controlliamo la libertà), aveva affermato che i problemi di connettività Internet sono iniziati a causa di una grande ondata di attacchi di tipo "DDoS" all'infrastruttura degli operatori di telecomunicazioni bielorussi. La sigla sta "Interruzione distribuita del servizio" e consiste nel saturare di richieste un sito internet fino a bloccarlo e renderlo quindi irraggiungibile. Cosa che con le onde radio però è impossibile fare...

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