Cronaca

Incidente di Pioltello, una settimana dopo: ecco che cosa sappiamo

Continua l'inchiesta sulle cause dell'accaduto. Prevista per oggi l'autopsia delle vittime

Incidente_Pioltello

Redazione

-

1 febbraio - Ci sono altre 4 persone - tutte appartenenti all'unità di manutenzione territoriale di Rete Ferroviaria Italiana - indagate nell'inchiesta milanese sul disastro ferroviario avvenuto giovedi' scorso a Pioltello. I quattro indagati si aggiungono alle 4 persone gia' iscritte, ossia i vertici di Rfi e di Trenord.

I nuovi indagati, che hanno ricevuto informazioni di garanzia come atto dovuto per poter nominare i propri consulenti per gli accertamenti tecnici irripetibili e per le autopsie che si terranno oggi, sono Vincenzo Macello, Marco Albanesi, Andrea Guerini e Ernesto Salvatore, dell'Unità di manutenzione territoriale di Rete Ferroviaria Italiana.

Le prime iscrizioni, nell'inchiesta che ipotizza i reati di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo, hanno riguardato, invece, due giorni fa, Maurizio Gentile e Umberto Lebruto rispettivamente ad e direttore della produzione di Rfi e Cinzia Farisè e Alberto Minoia rispettivamente ad e direttore operativo di Trenord.

30 gennaio - E' stato il giorno delle informazioni di garanzia inviate alle due società, Trenord e Rfi, indagate in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, contestualmente a perquisizioni e sequestri di documentazione nelle loro sedi di Roma e Milano.

Gli investigatori della GdF, ieri, su disposizione dei pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, titolari dell'inchiesta con il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, hanno raccolto "dati informatici" e "documentazione cartacea relativa alla gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria", comprese quella sui costi degli investimenti soprattutto relativi alla sicurezza di rete e vagoni. Documentazione che si aggiunge alla prima relazione della Polizia Ferroviaria e dei Vigili del Fuoco depositata ieri ai pm e nella quale è stata fatta una ricostruzione di quanto è accaduto lo scorso 25 gennaio all'alba nei pressi della stazione di Pioltello, dove il treno partito da Cremona alle 5.32 è deragliato.

La relazione degli investigatori, assieme agli elementi raccolti nei giorni scorsi, come il pezzo di 23 centimetri staccatosi dalla rotaia o la tavoletta di legno infilata come zeppa sotto il giunto del binario, e a quelli che verranno raccolti prossimamente con l'ispezione dei carrelli dei vagoni che sono scarrocciati, confluira' nella super consulenza disposta dalla magistratura sulle cause dell'incidente.

29 gennaio - I primi quattro indagati per il deragliamento del treno nella stazione di Pioltello sono Maurizio Gentile, Ad di Rete Ferroviaria Italiana, e Umberto Lebruto, direttore produzione della stessa società.

Sono inoltre indagati Cinzia Farisè e Alberto Minoia, rispettivamente ad e direttore operativo di Trenord. L'ipotesi di reato è, oltre a disastro ferroviario colposo, anche omicidio colposo plurimo per la morte delle tre donne nell'incidente.

Intanto, sono tornati al lavoro per completare gli accertamenti tecnici sui binari interessati dal deragliamento del treno regionale che ha provocato tre morti e 46 feriti, gli investigatori della Polfer, assieme agli agenti della polizia scientifica e ai vigili del fuoco.

Non sono ancora terminate, infatti, le analisi sulle rotaie richieste dagli esperti nominati dalla Procura di Milano, che confluiranno nella super consulenza già disposta e con cui si dovranno accertare le cause del disastro ferroviario.

Sono molti gli elementi che allo stato fanno ipotizzare gravi carenze nella manutenzione: dal pezzo di ferro di 23 centimetri che si è staccato da una rotaia ed è stato trovato a 20 metri di distanza fino all'anomala presenza di una tavoletta di legno infilata sotto la giuntura del binario in quel punto così usurato da aver fatto registrare la mancanza non solo di un bullone, ma anche di due dei quattro perni che fissano la cosiddetta piastra di giunzione. E ancora una traversina distrutta e le condizioni in cui si trovava il carrello del terzo vagone, quello che è stato il primo a deragliare e dove hanno trovato la morte le tre donne che stavano andando al lavoro

Gli investigatori, dunque, si concentreranno ancora sulle rotaie di quella tratta da 2,3 km dove è avvenuto il deragliamento, a partire dal cosiddetto "punto zero" dove il terzo vagone e' uscito dai binari fino al punto in cui il treno, più di un chilometro dopo la stazione di Pioltello, si è fermato dopo aver abbattuto tre pali.

Le verifiche sulle rotaie andranno avanti ancora per tutta la giornata e poi, forse a partire già da domani, gli investigatori passeranno ad analizzare i vagoni. Vagoni che nel frattempo potrebbero anche essere spostati, a partire dall'inizio della settimana prossima, per consentire di riaprire completamente la circolazione ferroviaria su quella tratta.

Per i prossimi giorni sono anche previste le autopsie sulle tre vittime.

26 gennaio - Le immagini di una telecamera di sorveglianza della stazione di Pioltello che inquadrano il treno che passa lasciando una scia di scintille e un uomo, in attesa sulla banchina, che si allontana spaventato.

Un pezzo di rotaia, lungo 23 cm, trovato ad una ventina di metri di distanza dal "punto zero", cosi' ribattezzato dagli inquirenti, dal quale si e' staccato.

I segni del deragliamento lungo la rotaia che partono proprio da quel "cedimento strutturale" e il primo concitato racconto del macchinista: ''Quando ho sentito che il treno vibrava tanto, ho azionato subito il freno ma era già troppo tardi, era già fuori dai binari".

E' questo il primo racconto reso agli investigatori dal macchinista che guidava il treno deragliato ieri nel Milanese. "Ho frenato, ma era già tardi'', ha più volte ripetuto.

 

L'ipotesi di reato

Sono questi alcuni degli elementi dell'inchiesta della Procura di Milano sul gravissimo incidente ferroviario che stamani ha provocato tre morti e decine di feriti.

Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che è rimasta ore sul posto assieme ai colleghi Leonardo Lesti e Maura Ripamonti (c'era anche il procuratore Francesco Greco), indaga per l'ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo (pene dai 5 ai 15 anni).

Scontate, e saranno formalizzate a breve, le prime iscrizioni nel registro degli indagati per i vertici, tra manager e responsabili della sicurezza, di Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo Ferrovie dello Stato responsabile della gestione della rete ferroviaria nazionale.

Non è escluso nemmeno che altre iscrizioni, sempre per ragioni tecniche legate agli accertamenti, debbano essere effettuate e che le indagini si allarghino anche ad alcuni responsabili di Trenord.

Gli elementi agli atti

Nel frattempo, è stata sequestrata la "scatola nera" del convoglio, sono stati sigillati i vagoni e l'intera area in cui è avvenuta la tragedia e sono stati acquisiti tutti i documenti che riguardano la manutenzione e i lavori su quel tratto di binari.

Allo stato attuale, anche se l'inchiesta in questa fase non esclude a priori alcuna ipotesi, nemmeno la più remota di un atto di sabotaggio, la "rottura" della rotaia pare essere stata la causa dell'uscita del treno dai binari e non l'effetto.

Ad ogni modo, potrebbe essere decisiva una super consulenza affidata dai pm a due esperti ingegneri che si sono già occupati di disastri ferroviari, come quello di Viareggio.

Il mezzo andava a 140 km/h, velocità che al momento non risulta essere stata indicata dagli esperti come eccessiva per quella tratta.

Un precedente "sospetto"

Per ora a detta dei pm non sono emerse segnalazioni recenti su problemi su quelle rotaie, ma gli inquirenti dovranno comunque approfondire un episodio di "sviamento" di un treno che si verificò a luglio proprio all'altezza di Pioltello. E analizzare quale era lo stato di manutenzione dei binari.

Stando a quanto ricostruito finora, dopo il deragliamento del terzo e poi del quarto vagone nel "punto zero" (dove si e' staccato il pezzo di rotaia) la motrice, che era in coda al treno, è rimasta in asse e ha continuato a spingere in velocità gli altri vagoni.

Il macchinista, al lavoro nel vagone in testa (rimasto inizialmente sui binari come il secondo) si è accorto di quanto stava succedendo.

In quel momento il treno era a un chilometro circa dalla stazione di Pioltello, un elemento che la polizia giudiziaria ha indicato al pm di turno Stefano Civardi.

Il convoglio ha attraversato la stazione e si è fermato più di un chilometro oltre.

Il terzo vagone, quello dove sono morte tra le lamiere le tre donne, ha abbattuto tre pali prima di bloccarsi contro un quarto. "Quando ho sentito che il treno vibrava tanto - ha detto il macchinista ai vigili del fuoco, che hanno già consegnato una relazione in Procura - ho azionato subito il freno. Era troppo tardi, eravamo già fuori dai binari".

Le dichiarazioni di Rfi

"E' uno degli impianti più controllati e delicati d'Italia, di quelli che ricevono una manutenzione molto attenta: ci passano dai 400 ai 500 treni al giorno. L'ultima verifica è stata compiuta due settimane fa e tutto era a posto. In ogni caso non sappiamo ancora se il giunto si sia rotto per effetto o a causa dello svio dei vagoni: sono delle parti sottoposte a fortissimi stress".

Così l'amministratore delegato di Rete ferroviaria (Rfi), Maurizio Gentile, in un'intervista a Repubblica. "L'11 gennaio è transitato un treno per la diagnostica. Non ha rilevato nulla di anomalo. Nel caso specifico avrebbe dovuto registrare una qualunque irregolarità della marcia del treno. Una rotaia difettosa, verrebbe immediatamente rilevata", spiega Gentile. "In uno snodo come quello, particolarmente complesso, con un mix di alta velocità e linee tradizionali, abbiamo controlli continui. Le verifiche possono essere visive, manuali, effettuate con diagnostica mobile oppure fissa".

Il manager smentisce che gli investimenti per manutenzioni privilegino l'alta velocità rispetto al resto della rete: "I dati sono questi: siamo passati dal miliardo di euro di investimenti del 2012 a 1,7 miliardi oggi. E aggiungo che nel 2017 abbiamo assunto 700 nuovi manutentori mentre nel 2018 contiamo di assumerne altri 750. Tutto si può dire tranne che non ci sia attenzione. E in ogni caso dov'è avvenuta la sciagura ci sono quattro binari: due 'lenti' e due 'veloci' ma sono utilizzati in maniera promiscua da tutti i treni, quindi anche dai Frecciarossa".

© Riproduzione Riservata

Commenti