Simona Santoni

-

Rocce dolomitiche, bastioni calcarei, gole profonde, grotte carsiche, prati, pascoli ad alta quota, dirupi di origine vulcanica, circhi glaciali, massi erratici. A cavallo tra due regioni, Calabria e Basilicata, il Parco nazionale del Pollino ha paesaggi di fascino selvaggio che ne fanno meta ambita di escursionisti italiani e non solo.

Saranno stati attratti da questi scenari naturali le 10 vittime che il 20 agosto sono state investite e uccise dalla piena del Raganello, in località Civita di Castrovillari, in provincia di Cosenza. Insieme ad altri escursionisti sopravvissuti erano in visita alle gole del torrente.

Le peculiarità del Parco del Pollino

Il Parco nazionale del Pollino è l'area protetta più estesa d'Italia. Prende il nome dal Massiccio del Pollino, che insieme al Massiccio dell'Orsomarso compone la zona, parte dell'Appennino meridionale.

Al suo interno ci sono le vette più alte del Sud Italia, che arrivano fino ai 2.200 metri, solitamente innevate da novembre a maggio. La cima più alta è il Serra Dolcedorme: 2267 metri. 

Popolato soprattutto da faggi ma anche dal pino loricato, prezioso elemento balcanico, e dall'abete bianco, colorato da fiori come genziane, narcisi e le caratteristiche campanule del Pollino, il parco è conosciuto anche per l'abbondante presenza di erbe officinali, che nascono spontaneamente nei pianori ad alta quota. 

A livello faunistico conta 20-30 lupi, circa 50 caprioli, volpi, ricci, tassi, lepri, ghiri... La lontra è il mammifero più raro del parco.

Le escursioni per esperti e principianti

Il parco è il luogo ideale per escursioni. Ci sono sentieri per esperti del trekking, ma anche di livello turistico. Accanto ad alcuni percorsi consigliati al fianco di guide alpine, ce ne sono altri simili a passeggiate.

"Numerose sono le escursioni da fare nel Parco del Pollino anche senza guide e ideali per i principianti", si legge sul sito del Parco del Pollino. Tra queste c'è proprio l'escursione alle gole del Raganello, a cui si accede liberamente. Non tutti si rivolgono a guide professioniste per visitare i canyon e fare rafting (anche se tra le vittime della tragedia calabrese c'è anche una guida esperta della zona).

Sempre sul sito si legge, tra i primi esempi di belle escursioni adatte a tutti: "Si può visitare la bella cittadina di Civita dove la comunità albanese giunta in Italia 500 anni fa tramanda ancora oggi la sia cultura, la sua lingua e le sue tradizioni. Il nome deriva da Cifti e significa 'nido d'Aquila' a causa della sua posizione a strapiombo sul torrente Raganello. Qui è possibile visitare il Museo sulla cultura Arbreshe e attraversare il paese verso il belvedere sul Canyon del Raganello. Da qui si scende verso il Ponte del Diavolo a 50 mt. Sul greto del fiume Raganello".

Il canyon delle Gole del Raganello

Il torrente Raganello è tra i corsi d'acqua minori del parco. Lungo 32 km, si incunea nei monti del massiccio del Pollino regalando scorci con cascate e rapide. Laddove gli escursionisti sono stati travolti dalla piena, è la parte più impegnativa del percorso escursionistico alla sue Gole, ma anche la più bella: ci sono vie attrezzate, marmitte e vasche di accumulo dell'acqua. 

Il canyon delle Gole del Raganello è lungo circa 17 km e parte dalla Sorgente della Lamia fino a un'aera vicina all'abitato di Civita. A Citiva si trova una delle principali attrattive del Parco nazionale del Pollino, il Ponte del Diavolo, un'unica arcata a dorso d'asino a 260 m. sl.m sul Raganello, ardita opera di ingegneria e invitante posto di osservazione.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Calabria: i tanti finanziatori elettorali che lavorano con la Regione

Panorama ha potuto visionare la lunga lista, finora sconosciuta, di quanti nel 2014 hanno foraggiato la campagna elettorale del governatore Mario Oliverio. Alcuni suoi sostenitori hanno incarichi o appalti pubblici

Welcome to the Aragonese Castle in Calabria

Together with the Riace Bronzes, the Castle is one of Reggio Calabria's symbols.

Così sta rinascendo la regione Calabria

Dalla gastronomia alla meccanica passando per il cinema. Per i giornali stranieri è la metà imperdibile del 2017. Ecco la factory calabrese

Commenti