Cronaca

In Italia cresce il mercato dell'occulto

Ogni anno oltre 13 milioni di italiani si rivolgono a maghi e cartomanti per un giro d'affari che supera gli 8 miliardi di euro

Esoterismo e occulto

Nadia Francalacci

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Dati alla mano, agli italiani piace di più fare la fila davanti alla porta di un mago o di una cartomante che all'ufficio di collocamento. 

Secondo uno studio del Codacons, con la crisi economica, in Italia, il mercato dell’occulto è aumentato del 500% raggiungendo un giro d’affari di 8 miliardi di euro.

Una cifra sicuramente arrotondata per difetto e che continua a crescere vertiginosamente proprio come il numero di maghi, astrologi, cartomanti e veggenti. Sarebbero, infatti, oltre 13 milioni (3 milioni in più rispetto al 2001) gli italiani che si rivolgono ogni anno ai circa 155 mila santoni, guaritori e guru di pseudo-sette.

Un aiuto all'incapacità di resilienza

“Nel caso di importanti fallimenti personali e delusioni tra cui la perdita del lavoro, le persone devono ricorrere alle proprie capacità di resilienza, ossia la capacità individuale di adattarsi a nuove situazioni, che dipendono da molteplici variabili - spiega a Panorama.it, Sara Pezzuolo, psicologa giuridica - e non tutti sono disposti o capaci a farlo da soli”.

Secondo il Report Antiplagio Magia e Occultismo (2013-2014) proprio la perdita del posto di lavoro è  la terza motivazione che “spinge” le persone a rivolgersi ai maghi.

“In particolare - precisa il Codacons - la grande incertezza che regna sul futuro, le difficoltà nel trovare lavoro, i problemi economici e la speranza di risolvere la propria situazione negativa, hanno spinto un numero crescente di italiani a cercare risposte nella cartomanzia, negli oroscopi a pagamento e nella magia”.

“Nel rivolgersi a figure come i maghi, la mente viene ingannata - prosegue Pezzuolo - Anziché procedere ad operazioni cognitive “faticose”, nel responso del “mentore” la persona riceve una serie di risposte che vengono raccolte passivamente e che vengono fornite in un modo tale da indurre inconsapevolmente il soggetto ad adattarle alla propria situazione trovandole rassicuranti. Potremmo dire, in termini un po’ più semplici, che la ricerca del consulto dal mago esonera il soggetto da una attivazione responsabile tesa alla ricerca della soluzione dei problemi”.

Le dimensioni del fenomeno

Insomma, l’italiano sembra essere diventato oltre che credulone anche “pigro”.

Sono stimati in circa 30.000 i consulti giornalieri, per un costo a prestazione che va da 50 a 1.000 euro. Nella stragrande maggior parte dei casi esente da tasse. L'evasione del settore, infatti, supera il 95%.

Ma a rivolgersi ai maghi e ai guru non ci sono solo adulti disoccupati ma anche migliaia di giovani adolescenti.

“Anche in questi casi, la spiegazione, è da rintracciarsi nella ricerca della "soluzione facile", del “senso di sicurezza”- continua Pezzuolo - i giovani sono sempre meno disposti ad affrontare le sfide della vita perché impreparati e, di conseguenza, l'idea di un “mago-facilitatore” è una ipotesi che viene presa in considerazione rapidamente, in quanto comoda. Detto questo, non è trascurabile il ruolo e lo spazio che i media danno, non sempre in negativo, ai maghi, ai sensitivi, alle chiromanti. A volte questi soggetti sono proprio gli “ospiti d'onore” in alcuni talk show televisivi”.

Ma a questo fenomeno in spaventosa crescita, si associa anche un altro aspetto inquietante: la dipendenza da maghi e cartomanti, che spesso distrugge economicamente interi nuclei familiari.

“Le figure dei maghi o maestri spirituali sono sempre esistite, fin dall’antichità, ma adesso hanno il vantaggio di poter fare affidamento sul senso di precarietà che caratterizza questo momento storico - conclude la psicologa giuridica - Il ricorso alla “magia” e ai suoi “associati” è un ingannevole rimedio con costi alti da pagare non solo in senso economico ma, soprattutto, in benessere psichico".

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