(Ansa)
Cronaca

I nostri idoli di Hollywood travolti dagli scandali sessuali

Nuovi episodi e scandali travolgono il mondo Usa del cinema e delle tv. L'ennesima dimostrazione del fallimento della mentalità per cui ogni desiderio diventa un diritto

Gregor St. John è stato direttore della fotografia nella famosa serie televisiva "Criminal Minds" (co-prodotta dalle reti TV ABC e CBS, di proprietà della Disney) fin dal 2007. Oggi è indagato per abusi sessuali verso parecchi membri dello staff di Criminal Minds: giovani e adulti hanno testimoniato violenze e molestie, tentate o perpetrate.

Molti hanno denunciato il comportamento di St. Johns alla direzione generale, ma tali proteste non hanno portato a nulla. Finalmente, il dipartimento del lavoro della California ha iniziato un procedimento penale contro la Disney e le TV CBS e ABC per aver permesso a Gregor St. John di agire indisturbato per ben 14 anni.

Pare che palpasse abitualmente gli uomini, li accarezzasse e li baciasse sul collo da dietro, spesso di fronte ad altre persone nello studio televisivo.

Il pubblico ministero sostiene anche che nel corso degli anni una dozzina di persone sono state licenziate per essersi lamentate del comportamento abusante del St. John. Questi è stato allontanato solo dopo la pubblicazione della denuncia delle vittime sulla rivista Variety, nel 2018, ma ci sono voluti altri due anni perché cominciasse un'azione legale.

Questo ennesimo scandalo sessuale che coinvolge il mondo patinato di Hollywood non ci sorprende. Non possiamo non ricordare la condanna a 23 anni del magnate cinematografico Harvey Weinstein per stupro e abuso verso numerose donne (e ci sono voluti quasi tre anni per condannarlo) e tutte le altre sordide vicende che sono emerse in seguito, che hanno scoperto il marcio del mondo del cinema, del teatro, e persino di ambienti istituzionali (per esempio in Inghilterrra e a Bruxelles). Secondo un sondaggio esclusivo del quotidiano USA Today, il 94% delle donne che lavorano o hanno lavorato negli studi di Hollywood, hanno subito abusi o molestie. Tanti idoli dei nostri tempi come Dustin Hoffmann, Sylvester Stallone, Kewin Spacey, John Travolta e Steven Seagal sono stati accusati di pratiche abusanti.

In rete girano frasi agghiaccianti che pare siano state pronunciate da Mel Gibson: per fare carriera a Hollywood bisogna partecipare a riti orgiastici iniziatici, in modo da poter poi essere ricattati: «Il sangue di un bambino abusato sessualmente è considerato altamente arricchito ed è molto apprezzato». Ci auguriamo, ovviamente, che non sia vero. E forse la questione si può chiudere dicendo che laddove girano molti soldi gira la droga, l'abuso sessuale e il vizio.

Eppure, questa esasperazione del sesso a tutti i costi e in ogni modo è un dato che caratterizza nel profondo la nostra civiltà opulenta ed edonistica. Anche perché certi disvalori vengono propagandati proprio attraverso il cinema e i mass media fin dentro le nostre case, fin dentro i programmi destinati ai bambini (basti vedere l'evoluzione della famosa serie per ragazzini "Hanna Montana" e della sua protagonista Miley Cyrus).

Da Protagora («L'uomo è misura di tutte le cose») a Nietzsche, al Decostruzionismo francese, l'ipersessualizzazione della nostra società affonda lontano le sue radici, che sono le radici della deriva nichilista dell'Occidente: tutto oggi è lecito purché teso a soddisfare passioni e impulsi; i desideri individuali diventano diritti.

Una pietra miliare di questa filosofia edonista e "ipersessualista" è certamente il saggio "Eros e civiltà" di Herbert Marcuse, uno dei neomarxisti della Scuola di Francoforte, creata da Lenin dopo una riunione al Marx-Engels Institute di Mosca, alla fine del 1923. Costoro ammiravano il Marchese de Sade e auspicavano la nietschiana "trasvalutazione di tutti i valori": i peccati diventano le virtù, e le virtù diventano peccati. Il sesso con chiunque (anche con i bambini) è diventato un valore, mentre chi pensa che il sesso debba coronare un rapporto d'amore, al fine di procreare e metter su famiglia è "fascista".

Negli anni Trenta la Scuola di Francoforte si è trasferita negli Stati Uniti. Inizialmente disprezzava l'industria culturale e dello spettacolo. Ma poi Walter Benjamin capì quali strumenti potenti di propaganda fossero la radio, il cinema e la televisione e Horkheimer e Adorno negli anni '40 si trasferirono proprio a Hollywood. E quando, dopo la guerra, la Scuola di Francoforte si ricostituì in Germania, Herbert Marcuse rimase negli States. Il suo libro "Eros e civiltà" (uscito per la prima volta nel 1955) è una pietra miliare del nichilismo e del relativismo imperante.

Diceva Marcuse che per creare un nuovo paradiso in terra, dove ci sarebbe solo il gioco e non il lavoro, bisognava «liberare un eros non-procreativo» attraverso una «perversione polimorfa» e che una coalizione di studenti, neri, femministe e omosessuali sarebbero stati gli artefici di quella rivoluzione che il proletariato non ha mai scatenato.

Scrive Marcuse: «La ricerca delle origini della repressione ci riporta all'origine della repressione degli istinti, che ha luogo durante la prima infanzia». La famiglia è la tipica struttura autoritaria e castrante da smantellare: il dis-ordine serve alla liberazione, all'autonomia dell'io, alla esaltazione di un soggetto assoluto al quale tutto è permesso e al quale tutto può essere sottomesso anche il prossimo, anche i bambini. «Distruggete tutto ciò in cui avete creduto finora, buttate a mare tutto ciò che fino a ieri rappresentava il basamento della vostra vita: vi sembrava granito e non era che pietra pomice, vi sembrava eterno ed è invece friabile e inutile».

St. John e Weinstein probabilmente non hanno mai studiato filosofia e magari neanche sanno che cosa sia "Eros e civiltà". Ma sono di fatto cittadini a pieno titolo del nuovo mondo che Marcuse e i suoi auspicavano. Un mondo in cui l'uomo "liberato" da ogni vincolo, principio o morale, anche dai vincoli che la dura realtà pone a qualsiasi mente razionale, che possa definitivamente fare ed essere tutto ciò che vuole essere per assicurare a se stesso il massimo piacere carnale e sessuale. Ma se ogni tipo di piacere rappresenta un diritto, che mondo stiamo preparando per i nostri figli?

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