(Ansa)
Cronaca

Il fallimento di Immuni e dei test sierologici

Due delle armi volute dal governo per combattere il Covid sono state un flop e non per colpa della pigrizia degli italiani, come dimostra la lettera di una lettrice

L'app Immuni ed i test sierologici sono stati un fallimento. Lo studio di sieroprevalenza del governo affidato alla Croce Rossa e all'Istat per 4,5 milioni di euro si è rivelato un flop, come Immuni scaricata solo dal 7,2% degli italiani sopra i 14 anni.

Due buchi nell'acqua per il governo, che vanno ad aggiungersi agli altri fallimenti nella gestione dell'emergenza coronavirus. Numeri imbarazzanti dovuti molto probabilmente alla scarsa informazione, ad un'inesistente campagna di sensibilizzazione, ai dubbi sulla privacy e alla confusione dei dati (soprattutto per Immuni, fin dal principio). Tutti fattori che hanno contribuito a far registrare una scarsa adesione della popolazione, che di fatto ha impedito il tracciamento del coronavirus nel Paese.

Ma il doppio disastro non è tutta colpa degli italiani lazzaroni, che non hanno risposto agli inviti della Croce Rossa arriva da questa lettera/denuncia, scritta da Ilenia che ha fatto il test un mese fa e ad oggi non ha ancora avuto l'esito

"Ho sentito al telegiornale che la maggior parte dei 150.000 selezionati per il test sierologico fanno finta di non ricevere la chiamata dalla CRI. Invece io no, io sono stata felice di prestarmi al test e non solo, ho dato il consenso anche per mio figlio minorenne quindi la mia famiglia vede 2 protagonisti, 2 fortunati (pensavo). Dopo un mese e una settimana dal prelievo nessuno di noi due ha gli esiti. Assurdo e colpevolizzano la popolazione di non aver partecipato e che abbiamo invalidato e addirittura falsato con la poca adesione i risultati, ma non dite che non avete ancora elaborato i test dopo oltre un mese. Meno male, aggiungo altrimenti come avreste fatto a processare i test? ci sarebbero voluti anni, la causa non è la gente."

L'indagine di governo si è conclusa con 75mila test effettuati su 150mila, circa la metà che non hanno reso possibile lo studio previsto, perché sarà necessario fare delle correzioni statistiche perché il campione è dimezzato.

Ma se l'indagine di sieroprevalenza non è stata compresa dalla popolazione anche Immuni è rimasta a lettera morta. L'app scaricata solo da 4 milioni di italiani, tecnologicamente funziona come ha spiegato il ministro dell'innovazione Paola Pisano, ma purtroppo non su tutti i telefoni come era prevedibile perché non é supportata da smartphone datati. Il fatto di affidare i propri dati sensibili ad un App a cui fa capo una società privata, non ha convinto proprio tutti rendendo questo strumento inaffidabile e per alcuni versi inutile. Un flop su tutta la linea preannunciato da molti, ma che non ha fatto desistere il Governo ed il super commissario Arcuri a proseguire. Il lockdown imposto per fermare i contagi è servito, ma i mezzi suggeriti debolmente dopo, no.

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