Cronaca

Vade Retro! Le storie incredibili dei posseduti

Abbiamo incontrato padre Amorth, uno degli esorcisti più famosi del mondo che combatte una lotta quotidiana che va oltre l'umano

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Giuliana dice di aver scoperto di essere posseduta dal Diavolo durante un viaggio in Lazio. Italiana, sposata con un italiano ma residente nella Svizzera tedesca, ha deciso di andare a visitare assieme al fratello il santuario di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Il primo segno mostruoso è arrivato dentro la chiesa, davanti a una statua di San Giovanni Paolo II. Osservando l’immagine del Papa, il volto di Giuliana è cambiato. I lineamenti sono rimasti gli stessi, ma l’espressione è radicalmente mutata, come se non fosse più lei, come se sotto la sua pelle si fosse annidato qualcos’altro, qualcosa di malvagio. Anche il colore degli occhi è rimasto uguale, ma lo sguardo è diventato… diverso. Giuliana ha indicato San Giovanni Paolo II, e ha sputato parole rabbiose dalla bocca: «È lui. È lui che mi ha rubato tanti giovani». Il fratello, a pochi passi da lei, ha sentito quel sibilo furente ed è impallidito. Ha capito che qualcosa non andava. Con un po’ di timore le ha chiesto: «Ma che dici, che cosa succede?». A quel punto, Giuliana si è girata. O, meglio, si è girata la testa di Giuliana, perché quell’espressione, quella voce e quello sguardo non potevano essere i suoi. La donna ha guardato il fratello e ha scandito: «Io sono Lui».

Nel giro di pochi giorni, Giuliana e suo fratello si sono rivolti a padre Cesare Truqui, l’erede di padre Amorth. Truqui (autore di Professione esorcista, edito da Piemme) è nato a Sonora, nel nord del Messico, ma vive in Svizzera e ogni giorno, tra le montagne, conduce una dura battaglia contro il demonio. «Sono stato ordinato sacerdote, nel 2004, a Roma» racconta. «Facevo parte della congregazione dei Legionari di Cristo, e ho cominciato in quel periodo a seguire il corso per esorcisti. Sono entrato in contatto con i più importanti esorcisti: padre Francesco Bamonte, padre Giancarlo Gramolazzo e poi padre Gabriele Amorth. Li ho conosciuti tutti e tre, con padre Bamonte ho assistito al mio primo esorcismo, su un uomo che era posseduto e in meno di un anno è stato liberato. Non avevo mai pensato di diventare un esorcista. Credevo che non fosse la mia vocazione».

Invece oggi è uno degli esorcisti più famosi del mondo. È lui a raccontarci la storia di Giuliana. «Era davvero posseduta. Ho seguito il suo caso per un anno e mezzo, poi per lei e suo marito era diventato faticoso raggiungermi: dovevano fare tre ore e mezza di macchina da Zurigo, dove vivono, per venire da me. Così l’ho affidata alle cure di un altro sacerdote bravissimo, mio amico. Non so se sia stata liberata. So però come è iniziato il suo travaglio. Da ragazza aveva capelli bellissimi, li curava molto. Un giorno, dopo un taglio, la parrucchiera le chiese di poter conservare le ciocche per le parrucche. In realtà, quei capelli furono utilizzati per un rito satanico. E così Giuliana è stata posseduta».

Viene da chiedersi come faccia padre Truqui a conoscere questi dettagli, e la risposta non è quella che ci si potrebbe aspettare: «Lo so perché lo ha detto il demonio durante un esorcismo, altrimenti non potrei esserne a conoscenza». Quando gli parliamo, padre Cesare è a Roma, sta frequentando un corso per esorcisti che, tra laici e religiosi, ospita circa 220 persone. «Durante il corso un esorcista mio amico mi ha mostrato immagini sconvolgenti. Sono state scattate a Tiquana durante l’esorcismo di una donna americana. Nelle foto si vede una mano uscire dall’orecchio della signora, segno di una possessione fortissima. Non è un fotomontaggio, le assicuro, ma un caso molto serio».

Mentre racconta del suo lavoro, padre Truqui non potrebbe essere più tranquillo. «Dico sempre ai giornalisti: se foste invitati a un esorcismo, rimarreste delusi» sorride. «Non capitano le cose che si vedono in certi film. L’esorcismo è un rito semplice, si utilizza quello dei riti sacramentali. Si mette la stola, si fa l’aspersione di tutti i presenti e si segue il rituale, che si trova su Google. Come può essere così potente un rituale che inizia, come tanti altri, con il segno della croce? Beh, Dio ha dato a questi sacramenti un particolare potere. Di solito l’esorcismo si svolge in un luogo sacro. Conviene che il sacerdote non sia da solo, se l’esorcismo si svolge su donne è bene che siano accompagnate dal marito e dai parenti. Poi, preferibilmente, deve esserci un gruppo di preghiera che accompagna il sacerdote. Mesi fa ho seguito una persona che è venuta qui in montagna una settimana per sottoporsi a esorcismo ogni giorno. Durante il rito avevo con me due laici che pregavano molto. Alla fine la persona mi ha detto di aver sentito qualcosa di diverso. Si è accorto che il demonio era indebolito dalla presenza di queste persone».

Di esorcisti, in Italia, ce ne sono 240: il numero degli iscritti all’Associazione internazionale esorcisti (Aie), fondata nel 1990 dal francese René Chenesseau e da padre Gabriele Amorth, che raccoglie 404 iscritti a livello mondiale. Il nostro è uno dei Paesi al mondo con più esorcisti, e le persone che a essi si rivolgono in cerca di conforto sono quasi 500 mila ogni anno. «Se è vero che le possessioni vere rappresentano l’1-2 per cento dei casi che ogni esorcista affronta, è altrettanto vero che ogni esorcista riceve tutte le settimane decine di persone: si fa in fretta a raggiungere un numero congruo di presunti posseduti» spiega don Gianni Sini, celebre esorcista sardo attivo dagli anni Ottanta e parroco di Nostra Signora de La Salette, a Olbia. Di queste 500 mila persone, il 65 per cento sono donne, per lo più del Centro e del Sud. Ma anche al Nord i casi non mancano. Fu il cardinale Angelo Scola, nel 2012, ad aumentare da 6 a 12 gli esorcisti in servizio a Milano. «Purtroppo alcune diocesi ancora ne sono sprovviste, mentre altre ne hanno più di uno» dice don Sini. «La possessione è solo una delle possibilità. Ci sono anche altre forme: le ossessioni, le vessazioni. Quel che ci preoccupa è che negli ultimi anni molti sono bambini, anche molto piccoli: 4-5-7 anni». Nel suo recente libro De cura obsessis. Riconoscere i casi di possessione diabolica, intervenire e accompagnare le persone con problemi spirituali, padre Paolo Carlin racconta il caso di una ragazzina di 14 anni «che, apparentemente con la forza di volontà, spostava oggetti o li lanciava contro la nonna che pregava».

Per qualcuno parlare di possessione diabolica è una follia medievale. Ma in tutte le culture del mondo la possessione è presente, anche se in forme diverse. Leggere per credere Il diavolo in corpo (Meltemi), capolavoro dell’etnografia appena tradotto in italiano che racconta casi di possessione in Malesia, Niger e altri Paesi tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila. «A seconda del Paese cambia il modo in cui la possessione si attiva» dice Massimo Centini, antropologo e autore di Posseduti. Voci e storie di chi ha incontrato il Diavolo (Piemme). «Nella nostra cultura si viene posseduti dal diavolo. In altre si viene posseduti dagli spiriti o dagli antenati, e la cosa non è necessariamente negativa. Se nel Medioevo si parlava di possessione diabolica, dal Positivismo in poi questi fenomeni sono attribuiti alla malattia mentale. Io, da non credente, penso non convenga sbarrare tutte le porte. Ci sono fenomeni che non possiamo spiegare. E la possessione è un argomento che genera più domande che risposte».

Forse è per questo che l’argomento continua a suscitare tanto interesse. Di possessione diabolica si occupano decine di film usciti negli ultimi anni, o serie tv come L’esorcista, tratta dal capolavoro di William Peter Blatty (portato al cinema da William Friedkin). Proprio Friedkin, nel 2017, ha girato il documentario The Devil and Father Amorth, ora visibile su Netflix. Una pellicola sconvolgente, che contiene il filmato di un esorcismo praticato da padre Amorth poco prima della morte. Chissà, magari voi siete fra quelli che pensano che parlare di esorcismo nel 2019 sia da pazzi. Beh, allora vi consigliamo di dare uno sguardo alla pellicola di Friedkin. Ricordatevi che è priva di effetti speciali, e fate molta attenzione al modo in cui parla la donna a cui padre Amorth fa il segno della croce sulla fronte durante il rito. Ascoltate a fondo i suoni che emette la poverina, e provate a non rabbrividire.

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