Cronaca

Cocaina, ecco perché è nuovo allarme in Europa

Aumentano la diffusione e la purezza della droga, ma non il suo prezzo. Ecco le nuove rotte

cocaina

Eleonora Lorusso

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Quello che arriva dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) è un vero allarme: 2,3 milioni di persone hanno fatto uso di cocaina nell'ultimo anno. Si tratta di giovani tra i 15 e i 34 anni. Numeri che salgono a 3,5 milioni se si prende in considerazione la fascia d'età tra i 35 e i 64.

Un record, secondo quanto emerge dalla Relazione europea sulla droga 2018, che conferma come la cocaina sia la sostanza stupefacente più consumata, fatta eccezione che per la cannabis.

Mai prima d'ora si erano registrati numeri tanto elevati, uniti ad altri fenomeni preoccupanti: l'aumento della purezza della sostanza stupefacente, senza però che sia cresciuto il suo prezzo. Questo fa sì che la cocaina sia ancora più appetibile, soprattutto tra i più giovani.

Il fenomeno

Il consumo di cocaina è in costante aumento: secondo il report europeo nel 2016 oltre 67mila persone avevano dovuto fare ricorso a trattamenti sanitari dopo aver assunto questa sostanza. Solo due anni prima erano un quinto. Spagna, Italia e Regno Unito sono i Paesi nei quali si registra la maggior parte di richieste di trattamenti (74 %).

Le analisi sui ricoveri hanno mostrato come la cocaina è indicata come la droga primaria da circa 63.000 pazienti che si sono sottoposti a trattamento specialistico della tossicodipendenza nel 2015 (circa 28.000 per i primi trattamenti).

Quanti tipi di cocaina

Sono due i tipi di cocaina che vengono commercializzati in Europa: il più comune è la polvere di cocaina (sotto forma di sali), mentre è meno facile da reperibile il crack, inalato tramite fumo.

La cocaina giunge in Europa dai principali Paesi produttori, come Bolivia, Colombia e Perù, e viene trasportata in modo illegale via mare (container marittimi, yacht) e via aerea (passeggeri, trasporti cargo, servizi postali e voli privati).

Le rotte e il giro d'affari

Di recente le rotte sarebbero cambiate: se fino al 2016 la cocaina arrivava nei Paesi europei soprattutto passando dalla Spagna, gli ultimi sequestri hanno indicato una nuova via d'accesso tramite i Paesi del Nordeuropa, come il Belgio. Qui il quantitativo di droga intercettata dalle forze dell'ordine è stata di 30 tonnellate, in aumento rispetto al passato.

Anche il numero stesso di operazioni di sequestro registra una crescita: 98 mila nel 2016, per un totale di 70,9 tonnellate di sostanza stupefacente importata, alla quale si aggiunge quella che di recente viene prodotta anche nella stessa Europa.

In generale Belgio, Spagna, Francia, Italia e Portogallo sono i Paesi nei quali avviene il maggior numero di sequestri di cocaina (78 %) con la penisola iberica che detiene ancora il primato negativo.

Attorno a questa sostanza esiste un mercato fiorente, che si stima frutti al dettaglio almeno 5,7 miliardi di euro all'interno dell'Unione europea.

Cocaina sempre più pura e nuovi laboratori in Europa

Proprio le analisi sulla cocaina sequestrata hanno permesso di scoprire come sia aumentata la purezza della droga negli ultimi anni. Oltre alla foglie, anche la pasta di cocaina è finita nel mirino dei controlli, che hanno permesso di scoprire l'esistenza di laboratori clandestini, che producono cocaina cloridrato.

Si tratta di una novità. "Questo è un nuovo sviluppo, in quanto fino a oggi la maggior parte dei laboratori di cocaina scoperti in Europa erano strutture di estrazione secondaria" si legge nel report, confermando un "salto di qualità" anche nella produzione sul suolo europeo.

Nuovi mercati online: il deep web

Lo smercio di sostanze stupefacenti e anche di cocaina si sta sviluppando anche attraverso nuovi canali: non solo i "vecchi intermediari" fisici, ma anche tramite internet. "Alcuni venditori online utilizzano il web di superficie, su cui solitamente si vendono al dettaglio precursori chimici non controllati e nuove sostanze o medicinali psicoattivi, che possono essere falsificati e contraffatti, mentre altri operano nel deep web (web profondo)" si legge nella Relazione europea.

Si tratta di mercati internet che fruttano tecnologie che permettono di occultare l'identità di acquirente e venditore. "In questi mercati, che condividono alcune caratteristiche con siti legittimi come eBay e Amazon - spiega il report - i clienti possono cercare e confrontare prodotti e venditori. Per occultare sia le transazioni che la collocazione fisica dei server sono messe in atto varie strategie, utilizzando ad esempio servizi di anonimizzazione come Tor e I2P, che nascondono l’indirizzo di protocollo Internet di un computer, e criptovalute come Bitcoin e Litecoin per effettuare pagamenti relativamente non tracciabili, nonché sistemi di comunicazione cifrata tra i soggetti attivi sul mercato".

Il volume d'affari per il deep web è stimato in 80 milioni di euro e i principali paesi europei di provenienza per volumi di vendita, secondo le segnalazioni giunte all'Osservatorio europeo, sono Germania, Paesi Bassi e Regno Unito.

A tutto ciò si aggiunge naturalmente anche il "vecchio" e tradizionale passaparola.

I costi sociali e per i singoli

L'impatto sulla spesa pubblica sanitaria e quella a carico del singolo rappresentano inoltre una voce preoccupante. "Nei paesi europei per i quali vi sono informazioni disponibili, il costo sociale delle sostanze illecite è stimato tra lo 0,1 % e il 2 %" riferisce il documento. Secondo la Rete europea delle emergenze tossicologiche (European Drug Emergencies Network, Euro-DEN Plus), che monitora 15 "ospedali sentinella" in 9 paesi dell'Unione, i ricoveri interessano soprattutto uomini con un'età media di 31 anni. Nel 65% delle emergenze era implicato il consumo di droghe tradizionali, tra cui in particolare eroina, cocaina, cannabis, GHB/GBL, amfetamina e MDMA.

Decessi in aumento

"In Europa l’overdose continua a essere la principale causa di morte tra i consumatori di stupefacenti e più di tre quarti delle vittime di overdose sono di sesso maschile (78 %). Si stima che ogni anno muoiano circa 9mila persone per overdose, dovuta principalmente ad eroina e altri oppiacei. Tra il 2014 e il 2016 l'incremento è stato del 6%.

Regno Unito e Germania sono i Paesi nei quali si registra il maggior numero di casi, rispettivamente il 31% e il 15%. "Ciò è dovuto in parte alle dimensioni delle popolazioni a rischio in tali paesi, ma anche all’omissione di segnalazioni in alcuni altri Stati" - spiega il report - "Tra il 2007 e il 2015 il numero di decessi per overdose è aumentato tra i consumatori più vecchi, ma è diminuito tra i giovani" seguendo un generale invecchiamento della popolazione.

La fascia di età più colpita è comunque quella dei 35-39 anni per i maschi e 30-34 per le femmine.

Leggi e sanzioni

Le legislazione in materia di sostanze stupefacenti è estremamente variegata in Europa. "L'offerta non autorizzata di stupefacenti è un reato in tutti i paesi europei - conferma il report - ma le sanzioni previste dalla legge variano enormemente".

Una recente indagine dell’EMCDDA sui pareri dei giuristi negli Stati membri dell’UE ha rivelato che "anche laddove la legislazione prevedeva sanzioni analoghe per sostanze diverse, nella maggior parte dei paesi i giuristi avevano previsto una differenziazione delle sanzioni a seconda della sostanza. Ciò significherebbe che i giudici tengono conto di aspetti quali la percezione del danno causato alla società dalle diverse droghe".

Si tratta di una differenziazione che riguarda soprattutto le cosiddette droghe leggere, come la cannabis, legalizzata in alcuni Paesi, mentre in altri è ancora considerata vietata. In Italia sta crescendo il consumo della cosiddetta cannabis light (con un quantitativo di principio attivo molto ridotto) e si chiede da tempo una legge che preveda l'uso terapeutico di questa sostanza.

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