Cronaca

Case abusive in Italia; la mappa

Non solo si costruiscono case in maniera illegale, ma le ordinanze di demolizione non vengono eseguite (in attesa di condono)

Maltempo casa abusiva Casteldaccia

Barbara Massaro

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Quella delle case abusive è una piaga tutta italiana. Quello che è successo alla villetta travolta dalla piena del fiume Milicia nei pressi di Casteldaccia sarebbe potuto accadere ad altri 71.000 immobili sui quali pende da anni una sentenza passata in giudicato di demolizione.

Case, alberghi, uffici e ville costruite in luoghi dove per mille motivi non è sicuro o lecito edificare.

Nonostante leggi e buon senso dicano che entro 150 metri dalla costa non sia permesso cementificare o costruire case vicino ai fiumi, a ridosso delle montagne o in luoghi dove la natura possa ribellarsi alla stupidità umana, queste strutture, mattone dopo mattone, giorno dopo giorno sono state terminate e abitate da persone - come nel caso della famiglia di Casteldaccia - che neppure sapevano di vivere in una casa abusiva.

Un fenomeno tutto italiano

Questo, però, è solo il primo aspetto di un fenomeno squisitamente italiano che non solo consente di edificare laddove non si può, ma permette che poi, a danni fatti, si possa chiedere un condono allo Stato.

Che poi sarebbe come trovare il ragazzino con le mani nel barattolo della marmellata che chiede scusa ai genitori e pretende anche di portarsela via quella marmellata che non avrebbe dovuto mai toccare. Il terzo step del paradosso dell'abusivismo made in Italy è però il più assurdo.

Perché il ragazzetto della marmellata dopo aver chiesto di potersi tenere il barattolo preso in maniera illecita e dopo aver ricevuto un no dai genitori quel barattolo se lo tiene lo stesso, perché è esattamente questo quello che succede nel nostro Paese.

Cosa dice Legambiente

Secondo il report di Legambiente che s'intitola Abbatti l'abuso solo il 20% delle 71.000 ordinanze di demolizione che gravano su altrettanti abusi edilizi è stato eseguito, questo vuol dire che l'80% degli ecomostri sono ancora lì dove non dovrebbero essere, come nel caso della villetta di Casteldaccia.

E' inutile poi cospargersi il capo di cenere, raccogliere fondi e accusare la natura e il clima pazzo di aver ucciso 9 innocenti che stavano in casa propria. L'unico responsabile del disastro è l'homus italicus con la sua ontologica predisposizione a credersi più furbo del prossimo e a pensare che "fatta la legge, trovato l'inganno".

La mappa dell'abusivismo in Italia

La mappa dell'abusivismo edilizio nel nostro paese parla chiaro. Secondo dati Istat dell'ultimo rapporto Bes (benessere equo e sostenibile), il 19,7% delle case costruite in Italia lo sono abusivamente con dati che sono raddoppiati tra il 2005 e il 2015 con differenze tra nord e sud.

Nel 2015 il 47,3% del patrimonio immobiliare del sud era stato edificato commettendo illeciti; nelle regioni del Centro la percentuale era del 18,9% e al Nord del 6,7%

Il caso Campania

La Campania è la regione dove il fenomeno è più esteso con il 50,6% di immobili fuorilegge. Seconda è la Calabria con il 46,6% seguono Molise e Abruzzo, con il 45,8% e Sicilia con il 40%.

In Campania la situazione è la più complessa. Nella sola Isola di Ischia ben 600 case sono in attesa di demolizione da anni perché costruite a meno di 150 metri dalla costa o su costiere traballanti e instabili e nel corso dei 3 condoni edilizi più recenti le domande presentate sono state 27.000 circa, cioè 1,2 per ogni famiglia. Nella stessa regione il 97% delle esecuzioni di demolizione non viene eseguita.

Si tratta di sentenze già passate in giudicato che risalgono agli anni '90 e che non riguardano solo la Campania.

In Lazio, ad Ardea, provincia di Roma, solo gli immobili per cui la Procura ha intimato al Comune di procedere alla demolizione in forza di una sentenza penale definitiva oggi sono 240. Eppure la legge parla chiaro: se il proprietario di un immobile abusivo non provvede alla demolizione entro 90 giorni, l'edificio deve passare al patrimonio immobiliare pubblico (art. 31, comma 3, DPR 380/2001).

In pratica questo significa che il Comune può demolire l’immobile o destinarlo ad altri utilizzi di pubblica utilità.

Secondo Legambiente, però, solamente il 3,2% degli abusi non demoliti viene effettivamente acquisito al patrimonio comunale sebbene la non acquisizione sia un'omissione di atti d'ufficio e di una responsabilità penale per danno erariale.

Il rapporto tra abusivismo e mafie

C'è poi l'esempio di Licata, in Sicilia, dove le case costruite illegalmente sono quasi 17.000 su un territorio di 180 chilometri quadrati.

Si tratta di edifici che si trovano sulla spiaggia, lungo la costa o villini arroccati in zone non adatte allo sviluppo di immobili residenziali.

I permessi per mettere la prima pietra sono stati, però, firmati 20 o 30 anni fa quando su 200 concessioni edilizie 130 erano illegali e strettamente connesse a favori tra clan, ecomafie o riciclaggio di denaro sporco.

Perché anche questo è un aspetto del fenomeno da prendere in considerazione.

Come ricorda il dossier di Legambiente dal titolo L'abusivismo in Italia: "Non bisogna mai dimenticare poi che ad alimentare il fenomeno dell’abusivismo edilizio è anche la connivenza delle pubbliche amministrazioni con la criminalità organizzata, come raccontano le pagine di Ecomafia.

L’analisi dei decreti di scioglimento delle amministrazioni locali condizionate dalla mafia restituisce un dato inequivocabile: l’81% dei Comuni sciolti in Campania dal 1991 ad 2013, vede, tra le motivazioni, un diffuso abusivismo edilizio, casi ripetuti di speculazione immobiliare, pratiche di demolizione inevase".

Gli esempi virtuosi

Tra le regioni virtuose sul fronte della demolizione degli edifici abusivi c'è il Friuli Venezia Giulia che già parte da un dato di abusivismo molto ridotto (1,1% della media nazionale) e procede alla demolizione del 65,1% di quell'1,1% contro il 3% di demolizioni della Campania che "vanta" il 23% di edifici abusivi su media nazionale. 

Risultano buoni i risultati della Lombardia, che - con il 6,9% delle ordinanze nazionali - ne ha eseguite il 37,3%, del Veneto (9,5% delle ordinanze nazionali di cui eseguite il 31,5%) e della Toscana (7,1% delle ordinanze nazionali di cui eseguite il 24,8%). 


Leggi anche: Perché in Italia demolire le case abusive è quasi impossibile


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